Haiku

• 7 giugno 2007
- pensieri variNo Comments

Gli haiku che sono sparsi nel blog sono miei.
Mi sono da poco appassionata a questa forma poetica e mi è piaciuto da subito il ritmo, la semplicità, a volte l’ironia di questi versi, la concisione, tac tactac tac.
In questo caso sono abbinati alle ricette o all’ingrediente principale, e qualcuno potrebbe anche dire che non sono proprio veri haiku, che manca il kigo, cose così, quindi, riassumendo:

“L’haiku è una brevissima poesia formata solo da tre versi, di 5/7/5 sillabe, con caratteristiche molto precise.
L’haiku dovrebbe contenere il kigo (riferimento alla stagione) o il piccolo kigo (riferimento ad un parte del giorno), se no si dovrebbe chiamare senzyu.
L’haikai invece è simile all’haiku ma ha una connnotazione fortemente umoristica.
L’haiku deve essere semplice e pulito, fotografare un particolare vissuto e osservato, della natura, della nostra vita.
Non è un’idea, una definizione, una immagine astratta, un pensiero filosofico, una massima, un aforisma, un gioco di rime, non è un’insegnamento morale o un pensiero filosofico. E’ concentrazione, pura concretezza, semplice realtà, qui, ora.


Si tratta di togliere piuttosto che aggiungere, pratica che trovo utile in molte situazioni, anche in cucina.

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Per onorarlo al meglio bisogna rendere grazie alla vita che tagliamo per vivere.
Senza giungere al disgusto di se, dell’umanità, della vita stessa.
Gary Snyder

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