Oggi sciopero, la pausa nella pausa

• 13 luglio 2009
- pensieri variNo Comments

Domani è il 14 luglio e c’è lo “sciopero dei blog”.
Tra virgolette, perchè è fin da subito stato ovvio che non sarebbe stato un vero e proprio sciopero. Che senso ha non scrivere nel blog per un giorno quando molti blogger non scrivono giornalmente nei blog e la cosa rischia di non essere nemmeno notata? Oltretutto questo blog è in pausa causa problemi tecnici e una pausa nella pausa non ha senso.
Comunque domani è un giorno di protesta, in cui i blogger dovrebbero (lo spero) far sentire all’unisono ma ognuno a modo suo il loro dissenso ad una legge che cerca di intimidire il blogger equiparandolo ad un giornalista, con un assurdo obbligo alla rettifica entro le 48 ore, per esempio.
Si potrebbe obiettare che è giusto che chiunque si assuma la responsabilità di quello che scrive, ed io sono daccordo, ma il punto non è questo. Noi tutti siamo già adesso responsabili di quello che diciamo e scriviamo, esistono già leggi al riguardo. Il messaggio di questo ddl è chiaramente intimidatorio, si ha paura della libertà della rete. Invece di sentirla come un’espressione della società civile si cerca di toglierle una spontaneità che spaventa.
So che anche tra noi c’è chi pensa che la rete sia in fondo troppo libera, una sorta di far west senza regole, io stessa trovo che si dovrebbe stare più attenti a quello che si scrive, documentarsi, pensare sempre che un blog non è un diario privato ma un diario pubblico. Ma mai come in questi giorni senza internet mi sono resa conto di quanto la rete sia diventata importante per l’informazione, di quanto limitata sia l’informazione televisiva, di quanto importanti sono ormai i giornali on-line e di quanto più ignoranti saremmo senza i blog, che proprio perchè più liberi ci danno un quadro più ampio della situazione.
L’ampiezza non ci deve fare paura, dobbiamo solo ricordarci sempre e comunque di esercitare il nostro senso critico, mettere in discussione ogni riga, cercare il senso meno visibile.
Non è l’ampiezza, la pluralità, la contradditorietà dell’enorme mole di informazioni che ci deve far paura, si chiama libertà, non c’è altra via per tentare di avvicinarsi alla verità.
L’unico freno che possiamo accettare, da persone libere in un paese libero, è quello della nostra coscienza.

Informazioni sullo sciopero qui.

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