M’illumino di meno e pane senza impasto ancora
Per gli amici psi.
Sentite anche voi profumo di primavera? Si lo so che a Roma è nevicato, ma qui c’è un bel sole caldo ed io sento profumo di primavera.
Oggi è il 12 febbraio, giornata del risparmio energetico, “M’illumino di meno”. Nient’altro da dire perchè mi sono stancata di scrivere sempre le solite cose. Oltretutto tornando al post dell’anno scorso mi sono accorta che anche l’anno scorso, il 13 febbraio, dicevo che c’era profumo di primavera! E lo dirò anche l’anno prossimo! Come un pesce rosso!

Questo pane è uguale a questo, perchè oltre a dire sempre le solite cose faccio anche sempre le solite cose… invece di tagliarlo in 4 parti l’ho solo allungato leggermente e cotto in un’unica pagnotta. Buonissimo.
50 gr di pasta madre appena rinfrescata (che vuole dire proprio appena rinfrescata un attimo prima), 500 gr di farina 0 bio, 250 gr di acqua circa (dipende dalla farina deve essere appiccicoso l’impasto ma non troppo), un cucchiaino abbondante di sale, un cucchiaino di malto
Ho impastato il tutto mezzo minuto, giusto per amalgamare gli ingredienti, con le mani, nella ciotola di acciaio dell’impastatrice (unica cosa che uso di ’st’impastatrice che da quando ce l’ho faccio sempre il pane senza impasto), ho messo il coperchio e lasciato in un armadietto dal pomeriggio alla mattina dopo, circa 16 ore, poi l’ho infarinato abbondantemente, dato due giri di pieghe e lasciato a lievitare un paio d’ore in un canovaccio. Nel frattempo ho scaldato il forno al massimo, ho allungato la pagnotta delicatamente senza schiacciare, l’ho pennellata di olio evo e cosparsa di sale affumicato, l’ho cotta a 250 gradi per 15 minuti e altri 10 minuti a 180 gradi. L’ho lasciata raffreddare un paio d’ore avvolta in un canovaccio e poi ne ho mangiata metà ancora tiepida








