Cremona

• 27 settembre 2010
- foto11 Comments

Avviso: questo è un post lungo ed anche scritto un po’ di getto.
Non so se ve l’ho mai detto (credo di no neppure nei vecchi meme) ma tra i vari lavori che ho fatto c’è anche l’autista. Per un corriere. Un corriere piccolo.
Stupisco sempre tutti vantandomi di aver fatto un lavoro che tutti pensano sia un lavoro di cui non vantarsi più di tanto, come la cameriera (ed ho fatto pure quello), beh provateci voi, fatelo anche solo per una settimana e anche voi andrete in giro a vantarvi, credetemi :-)
L’altro giorno mi suona un corriere che per la verità non aspettavo perchè non mi avevano mandato l’avviso di spedizione, scendo e trovo l’autista che sta ravanando nel camion e non trova il pacco, l’aveva perso.
Me l’hanno consegnato questa mattina, ma il punto non è questo. Il punto è che se c’è qualcuno con cui non me la prenderei mai è l’autista di un corriere. Un autista di un corriere grosso di norma fa anche 70 consegne in una mattinata, provate a pensarci la prossima volta che vi consegnano qualcosa… ce la fareste voi?
Io, come è mia consuetudine, facevo un po’ le cose a modo mio, e facevo soprattutto le dirette, che vuole dire che se un cliente ha un’improvvisa urgenza e deve consegnare una cosa, per dire, da bergamo a bologna, una busta magari, io parto con la mia macchina, vado a ritirare la busta, corro a bologna a consegnarla, di pirsona pirsonalmente, e torno indietro. Il cliente ha speso un botto e bastava si organizzasse meglio la sua busta partiva la sera e arrivava comunque il giorno dopo e spendeva poco. Così funziona nella nostra economia degli sprechi, meno siamo efficenti e più ci guadagnano tutti.
Comunque per non tergiversare, ho girato parecchio, per circa 5 anni credo, dal 2000 al 2005. Ho visto di tutto ed è stato bello. Si, lo so, lo dico adesso che non mi alzo più alle 6 di mattina, che non mi faccio più ore di coda a milano e che so addirittura a che ora sarò a casa stasera, ed ho libertà assoluta in ogni mio movimento, mentre allora ero una marionetta, legata ad un filo, ad una telefonata, continui cambiamenti di programma, mai nessuna possibilità di programmare niente, neppure di mangiare o di pisciare quando mi andava, per dire. Sono come quelli che parlano del militare con nostalgia, gli piace perchè è passato. Però è stata un’esperienza che mi ha cambiata, in meglio credo.
Ho visto, dicevo, di tutto. Sono stata in uffici di tutti i tipi, aziende di tutti i tipi, dalla fiat al laboratorio imboscato nel garage, uffici tecnici di tutti i comuni dell’italia settentrionale, agenzie delle entrate, consolati, negozi, case, ospedali. Spessissimo andavo al consolato iraniano per esempio, o a quello egiziano. Quando era periodo di sfilate c’erano le stramaledette camicie da portare in via pontaccio, e quando era natale c’erano le stramaledette scatole di vino da portare a tutti dico tutti e ci fosse un cane che si inventa qualcosa di meno pesante da regalare a natale! Poi c’erano le urine da ritirare in tutte le stramaledette ditte più a rischio inquinamento della bergamasca, che hanno l’obbligo di fare le analisi ai dipendenti. E c’era quella stramaledetta scatola di robetta appena uscita dalla sala operatoria di una clinica di bergamo da portare ad analizzare nel megamodernissimoospedale di rozzano che s’è comprato la clinica di bergamo (dove tra parentesi sono nata io) ogni pomeriggio alle 2. Insomma credo di essermi fatta un’idea di cosa ho intorno a me. Ho girato tutta l’italia settentrionale, a volte anche centrale, perfino sul lago di costanza sono andata, ovviamente di corsa. E a orbetello, vasto, firenze, bologna, udine, torino, genova (unico posto dove mi sono persa), la spezia sempre quel cavolo di porto, milano (e per forza che adesso non ci vado mai, a milano…) che non esiste posto al mondo più stressante, e quella volta che sono corsa a pontedera alla piaggio alle 5 di sera per una cosa urgente, o quell’altra volta che dopo essere andata e tornata da firenze sono andata in provincia di lecco e c’era il diluvio universale e quando son tornata ho trovato il mio enorme ombrellone a pezzi nel prato di quello di sotto… a volte m’è capitato di fare due pieni di gasolio in una sola giornata. Mi son fatta una collezione di cartine e un’idea di com’è la gente. Per esempio in pianura la gente è più gentile. Se sei in emilia o anche a mantova cremona o crema, che sembra strano ma è vicina a bergamo, la gente è proprio carina e gentile. Se sali in montagna è un po’ diffidente. Se vai in città se la città è milano o hinterland più che diffidente è proprio sull’orlo della crisi di nervi. E son già alcuni anni che ho smesso, non oso immaginare com’è adesso. Insomma ho girato un po’. Mi è capitato per esempio di entrare nelle fabbriche. Sembra strano ma forse nessuno di noi c’è mai stato in una vera fabbrica. Di quelle toste, magari anche piccole ma dove dopo 5 minuti già vorresti uscire per l’odore la polvere il rumore e già ti bruciano gli occhi. Poi ti guardi in giro e son tutti stranieri. Ah ecco, ci sono un paio di ragazze bionde, le senti parlare e sono dell’europa dell’est. E come fanno a stare qui otto ore non si sa. Insomma un’idea me la sono fatta. Per esempio so che gli egiziani sono gentili, perchè se vai al consolato egiziano ti sorridono e ti fanno passare molto cordialmente, sembra poco ma quando hai a che fare con tante persone basta un sorriso per “fare giornata”, bastano due chiacchiere in un magazzino, quello che con orgoglio un po’ paternalista ti dice, lei non c’era mai stata alla dalmine prima? doveva vedere com’era una volta, adesso siamo in pochi… E poi quella volta che non dimenticherò mai che a torino una signora voleva offrirmi un ombrello perchè ha visto che il mio aveva le stecche un po’ svergole e stavo cercando di raddrizzarle, cioè non so se mi spiego, una perfetta sconosciuta, è uscita nel diluvio universale dal portone per offrire un ombrello a me, perfetta sconosciuta, non è un miracolo?
E insomma sempre di corsa. Ma poi ho capito che non è mai una questione di vita o di morte ed è vero che a volte bastano 5 minuti e ti chiude un ufficio e perdi due ore, ma insomma sono solo due ore… Una volta in uno dei miei consueti giri nel centro di bergamo, parcheggiando approssimativamente al volo da buon autista di corriere, sdeng… guardo nello specchietto e vedo un signore (piuttosto arzillo per la verità e neppure molto vecchio) in bici, che mi è “fischiato per terra” (che vuole dire che è caduto) e allora ho capito che non ne vale mai la pena, correre voglio dire, basta un attimo, e sdeng, lui si è rialzato, io sono corsa a dirgli di non averlo visto che si spostava, ed è sicuro di star bene? la bici sta bene? i bergamaschi se li prendete con gentilezza li fregate, non ci sono abituati, è una dritta che vi do… comunque insomma ho capito che basta un attimo, e non ne vale la pena, di correre, mai.

Uno dei posti dove mi capitava di andare spesso è Cremona, e la settimana scorsa sono stata anche a Cremona. E’ una città rilassata, già un po’ emiliana, tipica piccola città di provincia di pianura, niente di folgorante ma la piazza medievale è bellissima.
La cattedrale era chiusa, mi dimentico sempre che c’è ‘sto vizio di chiudere le chiese all’ora di pranzo e mi dimentico sempre di non andare in giro sempre all’ora di pranzo e anche di controllare in internet prima. Peccato perchè all’interno mi ricordo un bellissimo ciclo di affreschi di vari pittori del ’500 tra cui il Romanino. Comunque l’ora di pranzo di un giorno feriale afoso rende ancora più placida, nonostante i lavori in corso, una città già di per se tranquilla.





 

11 Responses to Cremona

  1. Giò scrive:

    mi è venuta l’ansia solo a leggere…e concordo con te su Milano, ci ho studiato per 6 anni facendo la pendolare e mi sono sempre rifiutata di viverci e qualche anno fa ho avuto pure un cantiere in centro, non ti dico il caos!…..ma sai che a Cremona ho vissuto per 5 anni con Bruno che è nato lì? bella, la piazza è davvero meravigliosa e la sera il centro è vivissimo (cosa che mi manca)però io amo la mia Piacenza (si assomigliano molto in realtà)perchè non vieni a farci un giro a trovare me e Marcella?

  2. stelladisale scrive:

    giò, ma ciao! :-) io invece ci vivevo quando studiavo a milano e non è brutta in se, è proprio lo stress che ci si respira che sfiacca… ah piacenza è più tranquilla di cremona? ma dai, ci vengo volentieri a trovarvi, decidete e io arrivo

  3. Caffettiera scrive:

    Mi piace un sacco quando la gente racconta dei lavori che ha fatto. Secondo me vediamo pochi lavori, magari quelli della nostra famiglia, gia’ i nostri amici piu’ che tanto non ci raccontano, invece vorrei saperne di piu’. Mi ha molto colpito quando dici che ora sei in grado di vedere i lati positivi anche di un lavoro cosi’ faticoso. E’ una sensazione che ho spesso anche io, per esempio sul fatto di essere cresciuta a Milano. Piuttosto che tornarci vivrei ovunque, davvero; pero’ mi rendo conto che molti lati di me sono ‘milanesi’ e Milano mi ha regalato anche tante esperienze interessanti.

  4. saretta scrive:

    E cosa continuo a predicare io?Capite perchè spesso me ne vado?Si rischia lo sclero qui!!!Potessi me ne andrei domani..
    A cremona ci andai una volta da piccola e ricordo ancora quanto rimasi ipnotizzata davanti agli Stradivari…il mio osgno(Mai realizzato) era di suonare il violino!E poi il torrazzo…E poi mi viene da ridere perchè quando nominano Cremona mi viene in mente quello che diceva una segretaria qui ora in pensione:Cremona, la città delle 3 T:turun, turas, tetas…hihihih
    Stella leggerti è davvero sempre piacevole, hai così tante cose da trasmettere!Esperienze, punti di vista, curiosità e…. dritte per prendere i bergamaschi!
    Bacioni bella,a presto!

  5. stelladisale scrive:

    caffettiera rosa, si abbiamo tanti pregiudizi riguardo al lavoro degli altri, e a volte non li conosciamo gli altri lavori, poi spesso si confonde il ruolo col lavoro e la persona col ruolo, ma rischio di incartarmi in un discorso complicato :-)
    poi in ogni cosa negativa ce n’è una positiva e niente è perfetto, neppure le città o i lavori

    saretta, mah secondo te tra bresciani e bergamaschi cambia qualcosa? mi sa di no :-) cambia più tra montagna e pianura…
    dai che tu abiti in un bel posto e poi se si è forti dentro si resiste…
    ah ecco poi le liuterie, il teatro, la scuola di musicologia, beh si è una città viva e godereccia cremona, a novembre c’è la festa del torrone, a me non piace però…

  6. d scrive:

    bellissimo post!

  7. marcella scrive:

    Ho letto tutto di un fiato, e continuo ad ammirare le persone che hanno fatto ennemila lavori, ma già avevo capito che sei una persona in gamba!
    Tutto si può dire di Cremona (città che a me piace tanto), piazza stupenda, bei negozi, ottimi ristoranti, ma non che sia un po’ emiliana!!!
    Mica perchè abito a Piacenza, emiliana di fatto ma non di gente, ma perchè da Parma in giù è tutta un’altra storia!
    Detto questo, io a Piacenza ci vivo bene, ed è anche una città dal punto di vista storico, (e mangereccio!) davvero interessante!
    Poi ci abita una bravissima blogger ed un’amica della blogger che tanto ti ammirano, quindi passa il Po, scendi in Emilia, e vieni a trovarci!!!!

  8. stelladisale scrive:

    grazie d

    marcella per essere in lombardia io la trovo molto emiliana, e te lo dice una che ha vissuto a modena tre anni ed è mezza romagnola :-) prima di tutto la piazza, che assomiglia molto alle piazze di parma e di modena, il torrazzo molto simile alla ghirlandina per esempio, il battistero simile a quello di parma, poi tutti quei mattoncini rossi, tutte quelle bici, il centro pedonale silenzioso, la stessa atmosfera rilassata, lo stesso saper vivere mangiare eccetera, la gente che non è chiusa per niente lo senti proprio nell’aria… ti ho convinto?
    comunque quando ci vediamo?

  9. marcella scrive:

    Mmm, mica tanto! :-) ))
    Quando ci vediamo? Bella domanda!
    Quando vuoi, impegni di lavoro permettendo! (è questo che ci frega!)

  10. CookingMama scrive:

    Solo il Po ci separa dall’Emilia e noi cremonesi, che siamo gente di fiume, che lo amiamo e lo viviamo, ci troviamo spessissimo ad attraversare il ponte anche solo per andare a mangiarci una pizza. Da cremonese penso che sia abbastanza vera la tua affermazione. Sarà “colpa” del fiume, chissà. Le foto della piazza sono bellissime, ma con un soggetto così… :-) )
    Complimenti per il blog, passa a trovarmi
    http://cookingmama.myblog.it
    CookingMama

  11. stelladisale scrive:

    cookingmama, infatti quella piazza è stupenda, non è difficile fare delle belle foto in una giornata di sole :-) grazie, mi hai rincuorato, spiegaglielo tu a marcella :-)

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Senza giungere al disgusto di se, dell’umanità, della vita stessa.
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