Torta zucca nocciole nocino


La ricetta è questa. Non ho cambiato quasi niente, solo che il mio stampo è più grande e mi è venuta più bassa, non è una torta soffice ma è buonissima.
Si sentono molto le nocciole e il nocino mentre la zucca si sente poco ma a me ’ste torte non lievitate piacciono. L’ho fatta un po’ al volo, non ho neppure tritato bene il tutto e son rimasti dei pezzi di buccia e di nocciole ma non ci stanno male no?
Si perchè ho lasciato anche la buccia della zucca, e non ho neppure capito che zucca ho usato! Voi lo sapete come si chiama? Nella foto è già cotta ma la si vede bene. Me l’han mandata nella biocesta ed era una zucca tonda dalla classica forma di zucca, con la buccia sottile arancione fuori e dentro. L’ho lavata, tagliata in 4, tolti i semi (che ho mangiato) e messa in forno, senza assolutamente niente. Dopo mezz’oretta ho bucato con la forchetta ed era perfetta, soda ma cotta, non deve diventare molle e di acqua non ne fa. E’ dolcissima e si mangia anche la buccia.
La ricetta prendetela da ciboulette, io ho fatto solo poche modifiche: ho usato farina bio tipo 2, ho lasciato la buccia della zucca, ho diminuito l’olio, non ho messo la granella di nocciole, ho usato una teglia tonda di ceramica coperta con carta forno bagnata.
L’ultimo ordine di libri che ho fatto ho preso questo e fin’ora ho letto solo la prefazione, che è un vero capolavoro e vale, solo lei, il costo del libro, anzi diciamo che se la comprendiamo a fondo può valere la vita. E’ (la prefazione) del dottor Franco Berrino direttore del dipartimento di medicina preventiva e predittiva presso l’istituto nazionale dei tumori di Milano. Quello del progetto Diana di cui parlo sempre, quello che in un servizio di report andava a fare la spesa al supermercato, quello che ha avuto il coraggio di dire che la macrobiotica può prevenire i tumori e non solo… che con entusiasmo di bambino riesce a spiegare cose complicatissime in modo semplice.
Il libro invece è stato scritto dalla biologa nutrizionista Anna Villarini e dallo chef Giovanni Allegro insegnante alla Cascina Rosa ed è tra le altre cose anche un libro di ricette, un bel regalo da farsi per natale che mi leggerò con calma.









Valina
14 nov, 2010
Credo che sia la potimarron!! Che credo sia la zucca Hokkaido poi….
BARBARA
14 nov, 2010
Diversa dalle solite, non c’è dubbio, ma con un mix di ingredienti esplosivo!
Sara
14 nov, 2010
Adoro la zucca! la mangerei tutto l’anno in tutte le salse… quindi anche in questa splendida e appetitosa versione! Ciao, sono Sara, complimenti per il tuo bel blog!
stelladisale
14 nov, 2010
valina, le vedo sempre di un’altra forma le potimaron, col bernoccolo sopra e tonde, però boh
barbara, esplosivo eh?
sara, anche a me piace molto, grazie!
Elvira
15 nov, 2010
Stella, ma che forza quella zucca, io qui trovo un tipo ed uno solo, quindi non sono assolutamente esperta, ma mi piacerebbe incontrarla sulla mia strada
I semi della zucca li hai fatti asciugare prima, o li hai tostati in forno?
stelladisale
15 nov, 2010
cibou, me l’han mandata nella biocesta prima di halloween ed aveva la classica forma, non riesco a trovarne in google di simili, ma in fondo non importa, tu usi la napoletana? tende a fare un sacco di acqua, vero? i semi no li apro da crudi e me li mangio, ho visto che a tostarli si fa più fatica ad aprirli, al limite li potrei tostare dopo ma di solito me li mangio mentre li pelo, un’ora per avere un pugnetto di semi
grazie per la ricetta, oggi è ancora più buona la torta
Gaia
15 nov, 2010
Ciao stella!!
!!!
Buonissima questa torta,anche a m’e piacciono quelle non lievitate le trovo ottime tanto quelle tradizionali!
Ho una ricetta in più ora per smaltire tutta la zucca che mi hanno portato!
Gaia
stelladisale
15 nov, 2010
ciao gaia! si è buona nocciolosa e non ci sono i latticini…
buona giornata
Elvira
15 nov, 2010
non so se e’ la zucca napoletana (anche perche’, per dire, all’ipercoop la vedo anche d’estate
), ma e’ piuttosto acquosa, si…
eh eh lo sapevo che era piu’ buona il giorno dopo! Grazie a te
lelli
15 nov, 2010
Ti prego!Basta libri!Non indurmi in tentazione,ne ho tanti tanti, e ora anche questo…Poi non riesco a frenarmi,va bè che subito è Natale ..quasi quasi…Io di zucca uso sempre la delica(?),polpa soda e poco acquosa, dalla forma piatta e dal colore verde,questa non so come si chiama,ma la ricetta è tentatrice e sopratutto semplice…Grazie dell’idea.
stelladisale
15 nov, 2010
no perchè una sera ho mangiato dai vicini una zucca molliccia che in forno ha rilasciato tantissima acqua, dolce però, ed era la napoletana m’han detto, io perchè me la manda la bioexpress se no anche qui nei super c’è sempre la stessa, quando c’è…
lelli, questo non è di cucina ma proprio di salute ed è davvero interessante, poi io l’ho preso con lo sconto del 30% e adesso c’è del 20%… e ci sono sempre offerte anche per le spese di spedizione nei vari siti, dai fatti tentare
grazie a te
marcella
15 nov, 2010
CI credi che ieri mi sono fatta la torta di pane, quella bassa senza lievito, perchè io per queste torte vado matta?
Ho una zucca di cinque chili sul balcone che aspetta di essere fatta fuori: una parte finirà in questa ricetta.
Sai però qual è il guaio?
Che ne mangio troppa!!!
Bello il libro, eh?
Lo scorso anno (me lo ha regalato una mia collega “bio” che fa parte del progetto diana perchè colpita, e guarita, da tumore al seno) gironzolavo al lavoro con questo libro, e le colleghe “non bio” mi chiedevano se ero matta a leggere certe cose!!!!
E io rispondevo:”Certo che sono matta, non vedi che mangio il riso integrale e le alghe?”
Ah, quanto si potrebbe risparmiare in medicine se la gente leggesse un po’ di più e facesse la spesa consapevole!
stelladisale
15 nov, 2010
marcella anche io, quella che ho fatto a pasqua col nocino era buonissima, e si può riciclare qualunque schifezza…
ma scusa che colleghi hai, ma non lavori a scuola? ma quanto sono ignoranti?
bello il libro anche se sono all’inizio, non è un capolavoro la prefazione? me la sono sottolineata tutta quanta “c’è un’unica malattia dalla quale non si può guarire ed è l’arroganza”
lelli
15 nov, 2010
Di salute infatti ne ho di libri, oltre che di cucina,anche li regalo volentieri,ma non tutti apprezzano, meglio le pillole!A volte, anzi spesso, lascio perdere,libero arbitrio…Non è facile neanche x chi segue con interesse questi argomenti per via del vortice quotidiano, e quindi un libro nuovo rinnova le energie.Ascoltare il proprio corpo penso sia fondamentale comunque…
marcella
15 nov, 2010
Esatto, lavoro a scuola.
Non hai idea di quante colleghe “quattro salti” che ho!!!!!
stelladisale
15 nov, 2010
lelli, non tutti apprezzano è vero, un libro come questo poi che ha la parola cancro nel titolo non è per tutti, non lo regalerei se non a chi conosco proprio bene bene bene come la pensa, meglio autoregalarselo
saretta
16 nov, 2010
Ciao Stella!Quel libro sarà presto mio…
Anch’io credo che la zucca sia la potimaron/hokkaido.Si dà il caso che è buonissima, buccia compresa!
Interessante la tortina,come piacea me!baci
lelli
16 nov, 2010
Già… Devo provare questo tipo di zucca..
lagaiaceliaca
16 nov, 2010
anche a me piacciono molto le torte poco lievitate e un po’ umide.
l’idea del nocino mi incuriosisce molto, poi il nocino è un liquore che sento proprio familiare, lo faceva sempre mia nonna.
molta nostalgia è per me in questo dolce…
Fedra
16 nov, 2010
sembra buonissima…! ho giusto mezza zuccona da far fuori
) non mi ricordo: nel libro che indichi ci sono anche ricette e foto?? baci!
stelladisale
16 nov, 2010
saretta, ma io la vedo diversa se guardo le foto in google, stai provando la nuova biocesta?
lagaiaceliaca, io ho usato il nocino fatto da me, quello dell’anno scorso che è quasi finito, la mia invece non faceva un tubo di nonna
fedra, no foto no, però ci sono parecchie ricette… baci
Ale
20 nov, 2010
Cara Stella di Sale, leggo spesso il tuo blog e provo spesso le tue ricette che sono davvero eccezionali. Ti scrivo perché a me e alla mia famiglia il libro della Villarini ha cambiato la vita. L’ho acquistato dopo che Franco Berrino è venuto a scuola di mio figlio per parlare a noi mamme di nutrizione. Quest’incontro ha cambiato le nostre vite, ci ha fatto capire l’importanza di una nutrizione corretta e quanta disinformazione subiamo come consumatori. Ho due copie del libro una a Milano e una in campagna e non ne posso più fare a meno. Spero tanto che venga letto da molte persone e che finalmente si capisca l’importanza di un alimentazione sana e l’assurdità della maggior parte delle diete.
stelladisale
20 nov, 2010
Ale, si molte persone lo dovrebbero leggere e soprattutto lo dovrebbero leggere molti medici, perchè purtroppo c’è ancora tanta ignoranza e a volte viene un gran nervoso
grazie per i complimenti