Luppolo vitalba e tamaro
L’ho già detto un sacco di volte, sono felicissima di avere un blog. In questi 4 anni ho imparato un sacco di cose nel vero spirito che secondo me deve avere un blog e la rete in generale: la condivisione.
Ho conosciuto persone meravigliose e non permetterò a nessuno di rovinarmi questa magia. Una di queste è lei che la settimana scorsa ha scritto in fb: se qualcuno ti offende eleva la tua anima più in alto e non lasciarti raggiungere.
Sono “coincidenze”. ![]()
A volte si ha la sensazione molto reale che ci sia qualcuno nell’ombra che non vede l’ora che inciampi per poterti azzannarre come un cane rabbioso, ma è una sensazione che dura pochissimo, un battito d’ali e scompare. Come il sogno di qualcun’altro.
Una delle tante cose cui mi sono appassionata in questi anni di blog sono le erbe spontanee, grazie a cat. Lui m’ha messo la voglia di approfondire, comprare libri, cercare in internet, gironzolare nelle mie zone preferite con la macchina fotografica e poi tornare a casa e confrontare le foto, chiedere, richiedere. Ci sono erbe che son tre anni che le guardo cercando di capire che erbe sono. Le tavole botaniche sono molto belle (ho un librone a casa pieno di tavole botaniche di erbe officinali) ma non sempre aiutano, le foto sono quasi sempre poco comprensibili sia sui libri che in internet che nei blog, l’anno scorso sono andata ad un incontro con il dott. Perugini Billi che ha scritto anche un libro sulle erbe spontanee commestibili e ci ha fatto vedere delle foto così poco chiare che alla fine le uniche piante che ho capito son quelle che conoscevo già. Lui ci ha spiegato bene che sono pochissime le erbe velenose, ci ha fatto alcuni esempi. Sono di solito piante che a nessuno verrebbe in mente di mangiare. Il ranuncolo, il mughetto. Di sostanze tossiche ce ne sono molte di più nei prodotti industriali del supermercato.
Ne sono convinta perchè è una questione di quantità, di proporzioni. La natura spesso mette piccole dosi di sostanze tossiche in piante che comunemente mangiamo, sono piccole dosi e per avvelenarci dovremmo assumerne quantità enormi, cosa ovviamente impossibile. Un esempio sono le solanacee *. Tutti le mangiamo. Io per la verità non molto perchè la macrobiotica, guarda caso, non le ama. Ma fanno parte della nostra cultura, tradizione, abitudine alimentare.
Sono pomodori patate peperoni peperoncino melanzane… Le mangiamo anche crude, spesso fuori stagione, a volte con la buccia, a volte conservate male e spessissimo addizionate di sostanze tossiche aggiuntive, quando non sono bio e quando vengono trattate dall’industria. Insomma ci intossichiamo un po’ ogni giorno e non certo perchè raccogliamo piante selvatiche, se mai il contrario, ci intossichiamo perchè abbiamo perso il contatto con la natura, la misura, la stagionalità, il buon senso.
Insomma sono tornata sull’argomento “asparagi selvatici” perchè non mi piace che si diano messaggi allarmistici e fuorvianti se chi lo fa lo fa qui, a casa mia.
Nel post precedente avevo messo delle foto di tamaro chiamandoli asparagi selvatici e delle foto di vitalba chiamandolo luppolo. Ringrazio chi mi ha permesso di correggere l’errore, pur avendo inizialmente a sua volta fatto un altro errore, e mi ha dato modo di approfondire l’argomento, perchè mi piace approfondire gli argomenti. Non voglio dare informazioni sbagliate e neppure essere imprecisa. Per la prima volta da quando ho il blog ho anche chiesto a chi se ne intende davvero, l’erborista che conosco da più di vent’anni e di cui mi fido ciecamente, di controllare le foto che volevo pubblicare e di dirmi cosa ne pensava degli “asparagi selvatici”, continuerò a chiamarli così perchè così si chiamano comunemente dalle mie parti, anche se mi diverte conoscere i nomi latini delle piante.
Lui mi ha dato la conferma definitiva di quello che avevo già letto del resto ovunque in internet, cioè che tutti questi getti che comunemente si mangiano, il luppolo, la vitalba e il tamaro (che è quello che ho mangiato io ed è buonissimo) NON SONO TOSSICI, sono tossiche solo le bacche e le radici. Ha detto “vai tranquilla”.
Mi ha anche parlato di un’altra pianta simile che raccolgono loro in pianura, anche quella tossica nelle foglie ma non nei getti e di cui si usano anche le bacche, ma adesso non andiamo a incasinarci ulteriormente che già ’sto post mi sembra abbastanza lungo
Insomma prima di pasqua siamo tornate ai grandi cespuglioni dietro casa di mia mamma, dove nel frattempo erano cresciuti anche i germogli di luppolo, così ho potuto fotografarli tutti e tre, spesso si abbarbicano l’uno sull’altro ed è bellissimo confrontare la forma delle foglie, la diversa lucentezza, il diverso germoglio. Quando le piante si conoscono meglio è impossibile confonderle tra loro, magari un occhio molto superficiale può confondere la vitalba col luppolo, e infatti wikipedia dice che entrambi son chiamati bruscandoli, ma è davvero impossibile confondere il tamaro con le altre due, è diversissimo, è l’unico che ha il germoglio che come forma richiama un asparago anche se tecnicamente non lo è e ricade verso il basso. Sarei stata ore a guardare questa sorta di giungla, non è bellissima? ![]()
Lo so son parecchie le foto ma voglio che si vedano bene le differenze. Sono sicura che a qualcuno interessa e gli altri non saranno neppure arrivati a leggere fin qui.














Poi (mi spiace, non ho ancora finito) ho fatto un giretto in rete veloce veloce, ho cercato ricette con vitalba e ricette con tamaro. Non sono andata oltre la prima pagina di google.
VITALBA:
L’accademia Barilla ha la frittata di vitalba nelle ricette regionali toscane ma non c’è neppure la foto e comunque sembra solo una cosa copiata da qualche parte.
Poi c’è Izn di “Il pasto nudo”, che fa l’omelette specificando che la pianta è tossica, nel post parla della vitalba, dei bruscandoli, mette un sacco di link come fa sempre lei che basta leggere un suo post ed è come averne letti dieci, per questo mi piace.
Poi ci sono i muffin di Tatiana qui uh, toh chi c’è nella foto, la Brii! quella che chiama le piante col nome latino e loro la capiscono ![]()
Poi ci sono i tortelli di vitalba, tipica ricetta del Mugello, sembra.
Il dott. Perugini Billi, che è quello di cui parlavo sopra e di cui ho seguito alcune conferenze sulla medicina ayurvedica e sulle erbe spontanee commestibili, nel suo sito la mette nell’erbario e ne consiglia i germogli lessati o in frittata. In questa pagina, sempre lui, consiglia insieme alle uova germogli di vitalba, luppolo o tamaro, senza fare distinzioni e senza accennare a nessuna tossicità. Non perchè sia un pazzo furioso o un ignorante ma perchè semplicemente, lo ripeto, nessuno di questi germogli è tossico. Sono tossiche le bacche. I germogli, lo ripeto di nuovo, NON SONO TOSSICI.
TAMARO:
Qui il tamaro (chiamato in quella zona abbojeli) viene messo nell’acqua cotta e nelle frittate, è un agriturismo nel Lazio.
In Sicilia invece è chiamato Sparaciu Lupu o Viticedda, anche qui i germogli sono usati in frittate, minestroni, e altro
C’è anche una bellissima pagina di un blog che mi piaceva tanto ma che è fermo da un sacco di tempo: monolocale in centro che spiega che a Civitavecchia i germogli di tamaro sono chiamati rafani e le contadine quando è il periodo li vendono al mercato. Ci fanno una tipica zuppa e, toh chi c’è, nei commenti! Cat, il mio giardiniere-architetto-raccoglitore preferito ![]()
Sono conosciuti anche in romagna: qui li scottano semplicemente, per gustarli al meglio.
Qui invece siamo in friuli venezia giulia, in una bellissima paginona dedicata alle erbe spontanee in cucina vengono consigliati mentre (a volte l’ironia) viene consigliata moderazione coi germogli di luppolo. Ah, a proposito, lo sapete che è un fito-estrogeno, il luppolo?
Insomma i germogli di tamaro, lo ripeto, NON SONO TOSSICI, come dice qui: la pianta contiene delle sostanze tossiche presenti soprattutto nelle bacche, ma queste sostanze nei germogli sono in quantità irrilevanti, e termolabili (per cui cuocendoli, anche solo scottandoli, sono più che sicuri).
* – Se siete interessati al discorso “solanacee” qui c’è un post interessante che approfondisce la questione.
Io sono del parere che i motivi per non esagerare con le solanacee ci siano ma non stiano tanto nel fatto che possano essere leggermente tossiche, ci sono altre ragioni di cui magari parlerò un’altra volta in un post altrettanto lungo (è una minaccia). Però nella tabella è interessante vedere come teoricamente bastino 2 chili di pomodori acerbi per un bambino di 25 chili per arrivare ad una dose letale, ovvio che nessun bambino con un minimo di buon senso mangerà mai tutti quei pomodori, ma teoricamente se qualcuno un po’ rigido vi dicesse che il pomodoro è tossico non lo potreste smentire, oltretutto si sa, le foglie sono tossiche (anche delle altre solanacee), e all’inizio era usato come pianta ornamentale perchè era considerato, appunto, tossico.









lydia
28 apr, 2011
Essendo cittadinomarittina leggo i tuoi post tutti d’un fiato cercando di immaginare il sapore e pensando a quanto possa essere divertente “andare per erbe”
Mela
28 apr, 2011
Ciao! Come stai? Sono Emanuela, ho da poco adottato la tua borsa con le spirali, ricordi? Sai, ho recentemente aperto anche io un blog, decidendomi una volta per tutte a lanciarmi in questa avventura, ti lascio il link, sperando possa interessarti
Sul tema erbe ed erbette, ho la fortuna di avere i miei genitori che sono grandi appassionati del tema e spesso si incamminano dietro casa e tornano pieni di erbe che finiscono in frittate, risotti, tortini..persino io, moooolto spitinfia in fatto alimentare sto iniziando ad appassionarmi al tema, per cui ti ringrazio per questo utilissimo post
Ciao!
Caffettiera
28 apr, 2011
Grazie per l’approfondimento interessantissimo. Io ho sempre raccolto funghi ed erbe. Confermo quanto sia difficile basarsi sulle foto, anche perche’ cambiano tanto di colore o aspetto. Ho sempre raccolto solo il luppolo selvatico di queste tre erbe. Grazie anche per il link sulle solanacee: come persona che mangia facilmenee chili di pomodori e melanzane, meglio sapere quello che faccio..
stelladisale
28 apr, 2011
lydia è vero è divertente, e soprattutto son gli unici momenti in cui mi muovo un po’, poi oggi sul lago c’erano anche delle famiglie di pulcinetti che erano così carini, spero sia venuta qualche foto…
ciao emanuela, ma certo che mi interessa, vado a vederlo, ma dai che bello avere i genitori appassionati, fattele insegnare tutte quante allora
caffettiera, i funghi non li raccolgo bisogna alzarsi troppo presto e poi non son capace di vederli, riguardo alle solanacee, come tutte le cose, dipende… la dose tossica secondo me è impossibile superarla se si è sani di mente, ma in italia tendiamo ad esagerare con le solanacee secondo me, dovremmo rivalutare altre verdure meno conosciute, friggere ogni tanto dei topinambur come fossero patatine o farci un sughetto di rapa rossa per gli spaghetti, non ci farebbe male
saretta
28 apr, 2011
Ebbrava Stella, io adoro i tuoi post!Nello colpisce ancora ed affonda
Il tamaro credo sia quello che mio padre chiama “tam”, il luppolo “luertis” e poi c’è il pungitopo.Che foto splendide e grazie per tutte le belle spiegazioni!Non è che mi sequestri una volta da sto città fetente ed andiamo insieme x erbe?bacioni
stelladisale
28 apr, 2011
saretta, vedi pure tuo padre lo conosce il tamaro, ah in bresciano si dice tam? ti sequestrerei volentieri, sono stata in giro anche oggi e adesso scarico le foto ho raccolto l’equiseto
baci
Luisa
29 apr, 2011
Adoro i tuoi post, anche se non ho mai commentato, ma questa volta lo faccio per ringraziarti infinitamente delle foto particolareggiate con le quali finalmente ho capito cosa sono tutti questi germogli. grazie grazie grazie
stelladisale
29 apr, 2011
Grazie a te Luisa
sono contenta che tu sia uscita dall’ombra, le foto piacciono molto anche a me soprattutto quelle del luppolo, che alla fine non ho nè raccolto nè mangiato era così bello…
marcella
30 apr, 2011
Carissima Stella, che dirti?
innanzitutto grazie per le foto che pubblichi e per le notizie interessanti che condividi con noi.
La macrobiotica non proibisce nessun alimento (almeno alle persone mediamente sane), ma alcuni cibi sono da mangiare con parsimonia, e fra questi ci sono le solanacee. Ma le solanacee mangiate nella loro stagione, alternandole ad altri cibi, vanno bene.
Il problema è proprio che adesso si trova di tutto in tutte le stagioni, e, non sembra, ma questa cosa sta sballando tutto il nostro organismo, sia come difese, sia come adattamento alle situazioni climatiche.
Ciò provoca malessere, malattie serie, e una quantità paurosa di allergie.
Vabbè, tanto con te sfondo una porta aperta, che tu di queste cose sei molto più esperta di me!
Altro discorso sulle erbe spontanee: quanto mi piacerebbe conoscerle!
Pensa che mia suocera, ottantaquattrenne, le raccoglie ad occhi chiusi, avendolo fatto fin da bambina.
Quante cose non si insegnano più!!!!!
Vabbè, qui urge un incontro al più presto!!!
stelladisale
30 apr, 2011
ciao marcella!
si dipende da come uno sta, da cos’altro mangia e da un sacco di cose… cioè tu dici come mi piacerebbe conoscerle e hai una suocera espertissima? e corrile dietro fatti insegnare!
marcella
30 apr, 2011
Eh, eh, magari!
Lei conosce solo i nomi dialettali, e siamo a 400 km di distanza!
Ba
5 mag, 2011
Ciao, Stella!
Finalmente riesco a leggerti un pò… ma tra due mesi dovrò nuovamente sospendere: per un pò di tempo mi sa che sarò in altre faccende affacendata, come si dice.
I tuoi post sulle erbe spontanee mi piacciono sempre un sacco, perchè sono ben dettagliati e ricchi di foto chiare. Sai che non avevo idea che il luppolo fosse quello? dalle mie parti i germogli si sono sempre raccolti per mangiarli lessi, accompagnati da uova al tegamino e formaggio grana grattuggiato oppure in frittata: li ho sempre sentiti chiamare “ligabosc”. La vitalba anche la si consuma allo stesso modo, ma non so come viene chiamata. Ancora complimenti per quello che fai. A presto!!
stelladisale
5 mag, 2011
ciao ba, stai meglio? si, ligabosc, credo che chiamino ligabosc tutte ste cose che si arrampicano dappertutto, grazie per i complimenti ma mi diverto tantissimo
in bocca al lupo
Ba
6 mag, 2011
Meglio, grazie! Per lo meno ho smesso di vomitare. Però sai, tra lavoro, casa, figli e marito… la vita è bellissima, ma anche molto densa: non è che resti molto tempo per fare le cose che mi piacciono, come potrebbe essere andare a raccogliere le erbe. Ma domani, se riesco vado coi bimbi a cercare le solite ortiche e magari, se c’è ancora, anche il luppolo, e perchè no, i fiori di acacia. E poi devo trovare il tempo per la camomilla, che ho visto già fiorita…
stelladisale
6 mag, 2011
ba, i tuoi figli sono fortunati a non passare il sabato in un centro commerciale come la maggior parte dei bambini
la camomilla già fiorita? io non l’ho mai vista dove vado io, dovrei provare posti nuovi…
Ba
13 mag, 2011
Alla fine non sono riuscita a fare niente perchè come al solito sono subentrati impegni di scuola e catechismo… la famiglia non ha mai spazi per sè, nemmeno il fine settimana! E ci mancherebbe di andare al centro commerciale!! Per la camomilla mi sembra che cresca più nei campi di grano, dove c’è spesso anche il papavero (non sono riuscita a raccogliere nemmeno quella perchè dove vado di solito hanno rasato tutto prima che io passassi). Nei tuoi posti trovi invece cose che dalle mie parti non trovo, perchè da me ci sono più campi che boschi. Se riuscirò ad avere più tempo tra qualche anno farò delle spedizioni finalizzate.
stelladisale
13 mag, 2011
si io per la verità sono in pianura solo che non mi fido di questi campi qui vicino tra una fabbrichetta e l’altra, dove vado di solito è già mezza montagna e ci sono altre piante, ma è più selvatico e mi fido di più
Tania
24 giu, 2011
Anche se in ritardo, voglio ringraziarti per aver commentato il post sulla frittata e contribuito anche tu a dare un nome a quelle erbe selvatiche. Come te, da quando ho il blog sto imparando un sacco di cose e ne sono molto contenta! Grazie ancora!