Il mio fast food #1

 

Questo è il mio fast food, un piatto unico sano e completo, vegano e anche macrobiotico.
Fatto in pochi minuti di lavoro e un quarto d’ora di cottura, con verdura “di scarto”, germogli fatti in casa (sul piatto con lo strofinaccio per la precisione, che secondo me per i semini piccoli è il metodo migliore), kamut precotto (comodissimo e buono), fiocchi di piselli (comodissimi pure loro), zafferano in stimmi (dell’abruzzo), olio d’oliva, sale affumicato, menta fresca, tekka.

lo scarto di un paio di broccoli bio cioè le foglie e il gambo
un paio di pugni di kamut precotto biologico (lo trovo al supermercato)
un cucchiaio di fiocchi di piselli bio
una manciata di germogli di crescione fatti in casa (si fanno praticamente da soli basta innaffiarli un paio di volte al giorno)
zafferano in stimmi
menta fresca
olio extra vergine d’oliva bio
sale affumicato (o altro sale integrale)
tekka (non indispensabile ma buona e salutare, è un condimento in polvere giapponese a base di miso e radici come bardana carota zenzero ecc…)

Ho tagliato a dadini lo scarto del broccolo, tutto il gambo e i rametti con le foglie. Ho scaldato l’olio in pentola (quella di ghisa) e fatto insaporire il broccolo, salato e aggiunto acqua, a occhio, per avere una minestra non troppo brodosa, alla fine.
Ho cotto 5 minuti e poi aggiunto il kamut e i fiocchi di piselli e lo zafferano, cotto altri 10 minuti e lasciato riposare qualche minuto, alla fine ho aggiunto la tekka, i germogli e la menta spezzettata.
E’ buonissima.

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Ci sono, secondo me, diverse categorie di persone, riguardo al cibo e di ciascuna di loro ho chiaro in mente un esponente reale. Scusate se semplifico.

Ci sono quelli che pensano che il cibo sia un hobby un divertimento un piacere, sia cucinarlo che mangiarlo, e se ne fregano se fa bene o fa male. Sono spesso a dieta. Sono molto pignoli riguardo alla qualità del cibo ma privilegiano il gusto al valore nutrizionale, pensano che si vive una volta sola e tantovale godersela.

Ci sono quelli che del cibo non sentono neppure il sapore, mangiano robe industriali, piatti pronti, fast food, giocando alla roulette russa con la propria vita e gravando la società di spese sanitarie enormi. Si ammalano spesso ma pensano sia normale. Spesso sono dipendenti dai farmaci e da un sacco di altre cose, in una compulsività consumistica autolesionista che tramandano ai figli con orgoglio.

Ci sono quelli che hanno fatto una scelta estrema di tipo ideologico: i vegani. Non sempre si preoccupano della propria salute o perlomeno non tutti perchè spesso mettono al primo posto, appunto, l’esclusione di cibi di origine animale, preferendo cibi vegetali anche quando sono molto nocivi alla salute, come la margarina o gli oli di semi o lo zucchero. Tendono a compensare la mancanza di cibi di origine animale con surrogati, anche se industriali. Molti di loro riescono ad avere un’alimentazione completa ed equilibrata ma a volte a scapito delle relazioni sociali.

Poi ci sono quelli che scelgono un’alimentazione naturale, senza esclusioni drastiche, completa, o perlomeno ci provano. Preferiscono alimenti biologici o meglio ancora biodinamici, prodotti fatti artigianalmente e non industrialmente, prodotti integrali, se possono si fanno in casa le cose e si divertono anche. Leggono le etichette e spesso mangiano un sacco di cose che la maggior parte della gente normalmente non mangia, semini vari, alghe, strane verdure in disuso, cereali da canarini, salsine mediorientali, verdure fermentate, burro chiarificato, germogli. Cercano l’equilibro (tra salute piacere divertimento ed eticità del cibo) e a volte lo trovano. Mangiano anche cibo di origine animale ma moderatamente e solo se prodotto in un modo che a loro risulta rispettoso. Spesso non fanno uso di farmaci di sintesi.
Non si fanno comunque venire una sincope se uscendo a cena o frequentando amici capita di mangiare cose che a casa loro non mangerebbero mai, conoscono il valore delle eccezioni. Pensano che la propria libertà non possa esistere senza la libertà di chi fa scelte opposte. Pensano che potrebbe essere che abbiamo una vita sola ed è meglio scegliere personalmente come viverla. Si ammalano raramente ma nessuno ci fa caso pensando sia casuale.

Scusate se mi sono dilungata un po’ troppo sull’ultima categoria ma essendo quella cui tendo ad appartenere mi è più familiare.
A volte si sente l’esigenza di mettere le persone in una categoria, me la immagino come una scatola chiusa con sopra un’etichetta. E’ una forzatura perchè siamo tutti un misto di cose in evoluzione, ma a volte semplificare aiuta.
Questo pistolotto è per quelli che non avevano ancora capito in quale scatola mettermi.

24 Responses to Il mio fast food #1

  1. Valina scrive:

    Ecco…condivido in pieno la tua classificazione…c’è solo un caso che non comprendo proprio:il compagno d mamma. Mangia dolci,burro,gelati industriali,merendine,maionese e così via. Non è mai malato, dona il sangue e ce l’ha a postissimo. Non ha ancora 50 anni….ho la speranza che prima o poi si becchi almeno un raffreddore???? :P

  2. stelladisale scrive:

    valina, poveretto, speriamo di no dai, si ci sono quelli che non si ammalano mai, secondo me prima o poi la pagano ma non vorrei gufare ;-)

  3. Arianna scrive:

    Bella ricetta, mi associo a quello che ha detto Valina……….mio marito mangia malissimo (dolci, fritti, burro e altre schifezze varie) e non mangia frutta e verdura, pero’ ha gli esami perfetti e non si ammala mai. Io sono pienamente nella tua categoria e il momento del pasto e’ sempre una guerra!!! Io lo sgrido sempre, ma non c’e’ niente da fare. Vedremo fra qualche anno!!!!!!

  4. saretta scrive:

    Applausi, ricetta e riflessione 10 e lode!
    bacione

  5. stelladisale scrive:

    arianna, mah ci sono anche persone che sono geneticamente fortunate qualunque cosa mangiano stan bene e magari fumano pure e campan cent’anni senza aver visto un medico, sono poche ma ci sono, a me comunque quelle cose lì non piacciono per cui non faccio sacrificio a non mangiarle, secondo me bisogna anche seguire il proprio istinto

    grazie saretta, baci :-)

  6. Cristina scrive:

    ciao!
    Mi spieghi x favore questa cosa dei germogli che fai crescere tu?
    (io adoro i germogli di soia ma qui in Italia si trovano solo in lattina e mi piacerebbe averli freschi..)
    Grazie! :-)

  7. marcella scrive:

    He, he, che discorsone che ci sarebbe da fare!
    Anch’io mi ritrovo nella tua categoria, un po’ per educazione, vedi mangiare i cibi di stagione, un po’ per scelta, vedi la macrobiotica, un po’ per salute, vedi colesterolo alto.
    Quello che sto notando ultimamente è che le persone non vogliono più “faticare” neanche per cucinare, (come se poi per fare un piatto come il tuo bisognasse stare ore vicino ai fornelli) e comperano cibo già pronto.
    Al supermercato l’avanzata delle insalate in busta, delle carote già grattugiate, delle patate già lessate sta prendendo il sopravvento sulle verdure vere!
    Io con i gambi dei broccoli e la parte verde dei porri faccio una buonissima vellutata!
    P.S: anche a me piace molto la tekka! :-)

  8. stelladisale scrive:

    ciao cristina, io faccio soprattutto quelli di azuki, lenticchia, alfa-alfa e crescione, qui in fondo al post trovi spiegato come faccio quelli di crescione sul piatto: http://www.stelladisale.it/2009/01/il-ferro-negli-alimenti/ qui invece è spiegata la tecnica del sacchettino, che va benissimo per le lenticchie e gli azuki: http://www.stelladisale.it/2007/09/germogli-fatti-in-casa/ di soia non sono mai riuscita, neppure di ceci, adesso è il momento migliore per farli quindi buttati, c’è anche un libro di erbaviola se vuoi approfondire: http://www.macrolibrarsi.it/libri/__i-tuoi-germogli-coltivati-in-casa.php

  9. stelladisale scrive:

    marcella, eh lo so che siamo in accordo, le scorciatoie vanno bene ma ci sono scorciatoie e scorciatoie… buona la tekka, pensa che a volte me la dimentico :-)

  10. barbara scrive:

    Mi hanno fatto sorridere queste categorie, e le condivido, eheh! Io credo di far parte dell’ultima. Cerco equilibrio e benessere ma non mi privo delle cose che mi piacciono. E’ solo che molte persone pensano che sia un sacrificio enorme per me non andare al Mc Donald’s e che io quindi mi stia privando di qualcosa, non so più quanto tempo ho speso fino ad ora a spiegare che non è così. Non mi piace farmi del male, soffrire, se certi alimenti non li mangio è perchè non mi piacciono, non credo facciano bene alla salute e non soffro della privazione. Ma evidentemente è un concetto strano da cogliere (“Ma come fai a non mangiare mai un panino del MC???” Mah). Quello che non capisco comunque del primo gruppo [quello de "la vita è breve, tanto vale godersela"] è perchè hanno necessità di “godersela” 365 giorni l’anno… io me la godo benissimo anche se le cene “goderecce”, diciamo così, non le faccio tutti i giorni. Poi spendono cifre enormi dai dietologi, fanno diete di sola carne (!!!) e altre stramberie, non riescono a dimagrire, a stare meglio… quindi dov’è che si godono la vita? :/ Vabbè.
    Buona serata ;)

  11. stelladisale scrive:

    barbara, si perchè tutti siamo egocentristi e pensiamo che quello che va bene per noi vada bene anche per gli altri così se uno mangia al fastfood da per scontato che anche agli altri deve piacere, mentre a me fa schifo veramente :-) e davvero mi piace il riso integrale :-) per questo cerco comunque di accettare le scelte diverse dalla mia, faccio un po’ fatica con la seconda categoria perchè alla fine si rende complice di danni enormi ambientali e sociali che ricadono su tutti noi per cui dire “sono affari loro” è difficile…

  12. Cristina scrive:

    grazie! mi hai aperto un mondo!! :-)
    (adoro tutti i tipi di germogli)

  13. roberta scrive:

    condivido la tua riflessione e mi posiziono nell’ultimo gruppo con qualche devianza verso il primo, sempre meno in realtà da quando sono mamma: e l’esperienza dello svezzamento mi ha insegnato molto da questo punto di vista – mio figlio non ha mai mangiato omogeneizzati o preparati per bambini (niente farine liofilizzate: basta cuocere il riso un po’ di più e frullarlo) e non è che sia questa gran fatica. Eppure molte mamme ritengono che io sia strana e fissata, e mi guardano con condiscendenza…a me invece viene da piangere quando vedo i carrelli pieni di vasetti di omogeneizzati…

  14. stelladisale scrive:

    roberta, è vero viene da piangere :-) dispiace per i bambini perchè se ti rovini il senso del gusto nei primi mesi sembra che poi non lo recuperi, immagino che tu conosca il blog “il pasto nudo”, ha fatto dei bei post sullo svezzamento

  15. marcella scrive:

    Come sarebbe adire che non sei mai riuscita a fare i germogli di soia???????
    Ma se vengono a me!!!!!

  16. stelladisale scrive:

    marcella ma tu hai una grande maestra :-)
    sia la soia che i ceci mi marciscono e non germogliano ma io per soia intendo quella gialla poi magari era vecchia, tu usi quella? gli azuki e i fagioli mungo mi germogliano…

  17. marcella scrive:

    Sì, quella gialla! Io compro le buste di semi al naturasì!
    E’ simile al fagiolo mungo… mumble mumble… magari erano vecchi i semi?

  18. stelladisale scrive:

    quella che si usa per fare il latte di soia e il tofu, grossa tonda, vabeh comunque magari una volta ci riprovo…

  19. Lia scrive:

    Mi piaceva molto il tuo blog ma devo dire che, in quanto vegana, mi sono sentita piuttosto amareggiata e anche un pò offesa da questo tuo post..
    La mia è una scelta etica, è vero, ma non per questo meno degna di rispetto e considerazione rispetto ad una scelta più prettamente salutista / ecologista. E riesco anche a mangiare in modo sano, senza imbottirmi di hamburger di soia industriali, e non mi sembra proprio che la mia vita sociale ne abbia risentito. Mangio bene ma, come te, non mi faccio troppi crucci se ogni tanto ci scappa qualcosa di meno sano ;-)

  20. stelladisale scrive:

    lia, “molti di loro riescono ad avere un’alimentazione equilibrata e completa”, se tu sei convinta di essere una di queste mi fa piacere per te! probabilmente il mio blog ti piaceva perchè non l’avevi ancora capito bene… sono contenta che non ti piaccia più se si trattava di un pregiudizio :-)

  21. Lia scrive:

    Mi piaceva perché condividevo (li condivido tutt’ora) molti dei discorsi dei tuoi post.. Forse è per questo che non mi aspettavo di leggere certi luoghi comuni. E’ un pò triste leggere un blog di qualcuno che alla fin fine condivide in parte il tuo stile di vita e l’interesse per la cucina vegan ed accorgersi che nutre verso di te gli stessi pregiudizi del tuo amico più carnivoro.

  22. Chiara75 scrive:

    Un altro post che mi ha fatto sentire un po’ meno “marziana” (vedi commento a Pulizie ecologiche): Stella, sei un mito!!

  23. stelladisale scrive:

    grazie chiara, ho visto anche l’altro, grazie :-)

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Mangiare è un sacramento.
Per onorarlo al meglio bisogna rendere grazie alla vita che tagliamo per vivere.
Senza giungere al disgusto di se, dell’umanità, della vita stessa.
Gary Snyder

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