La rivoluzione del pattume

• 27 giugno 2011
- pensieri vari42 Comments

Tranquilli. Non voglio parlare di Napoli. A Napoli non ci sono mai stata e non parlo di quello che non conosco.
Se c’è una cosa che non sopporto è quando qualcuno, magari dal nord, ma anche dal sud a volte, ti viene a spiegare chi sei e come sei e com’è la situazione dove vivi e cosa devi o non devi fare.
Non sopporto che si parli delle cose semplificando. Che si parli delle cose basandosi sui titoli di alcuni giornali magari senza neppure aver letto l’articolo.
Non sopporto chi crede che esista la padania, per esempio. Chi crede che “settentrionale” e “leghista” siano diventati sinonimi. Chi da sud si arrocca su difese della propria terra folcloristiche quanto quelle leghiste e non capisce che così sta legittimando una forza politica che in qualunque paese civile sarebbe considerata eversiva e xenofoba. Non si accorge di essere esattamente l’altra faccia della medaglia e che non è con l’ignoranza che si combatte l’ignoranza.
Perchè noi siamo grandi insieme e lo dobbiamo capire. Siamo grandi uniti e mischiati tra noi e non in lotta tra di noi.
Io sono del nord. Non sono una di quelle persone che sono del nord e dicono che vorrebbero essere del sud. Non sono neppure una che ha amici del sud, magari qualche conoscenza di blog ma amicizie non direi. Non sono neppure una che dice sono nata al nord per sbaglio perchè amo molto la cucina del sud. Sono del nord e basta.

L’Italia mi interessa, tutta intera. E questo post avrei voluto scriverlo da un po’ e lo scrivo come se camminassi sulle uova ma ci sono delle cose che devo dire. Chi si informa e non si ferma alla superficie una cosa l’ha capita. A Napoli con le elezioni è successa una cosa rivoluzionaria. La grande maggioranza dei cittadini che sono andati a votare ha detto no ai partiti, tutti, di destra e di sinistra. Ha detto no anche alla camorra e ha scelto una persona che mette al primo posto la legalità. Se noi non capiamo che questa è una svolta epocale che non riguarda solo Napoli ma che fa parte di un movimento più grande che riguarda tutti saremo sempre come criceti sulla ruotina nella gabbia, gente che corre corre per star sempre nello
stesso posto.
Esistono poteri economici (aziende soprattutto del nord) che speculano sull’immondizia da anni. Hanno capito che con l’appoggio della criminalità organizzata e dei politici possono guadagnare tantissimo con una cosa che in questo momento storico è di fondamentale importanza per la sopravvivenza del pianeta: l’immondizia. Tutto gira intorno all’immondizia, dove la si vede e dove non la si vede. Tutto dipende da come noi sapremo gestire questa cosa nel prossimo futuro, e bisogna sbrigarsi.
Tutti.
Il boicottaggio lo possiamo fare noi, riducendo tantissimo i rifiuti. Ovunque siamo.

Se vi state chiedendo dove sto per andare a parare ve lo dico subito: in cucina.
Questo è un blog vario ma soprattutto di cucina.
E io tutto questo preambolo l’ho fatto per tornare lì, dove tutto comincia: cucine, case, carrelli della spesa.
La gestione dell’immondizia comincia quando andiamo a fare la spesa. E fare la spesa è un atto politico.
Possiamo fare una grande rivoluzione, ogni giorno, stando comodamente dentro la nostra quotidianità e sarebbe ora di capirlo veramente.
Non crediate che qui al nord la cosa sia stata compresa da tutti. La gente fa la raccolta differenziata solo quando è obbligata. Sbaglia continuamente a mettere le cose nei sacchetti, porta in strada le cose sbagliate il giorno sbagliato e si lamenta perchè ogni giorno c’è qualcosa da portar giù. Compra le cose senza preoccuparsi di quanta immondizia sta producendo, come se esistesse un altro pianeta di riserva da poter riempire di pattume, per poi lamentarsi per la discarica o il termovalorizzatore senza capire che se si arriva ad una raccolta differenziata fatta bene non c’è più bisogno ne di discariche nè di termovalorizzatori. Ci sono posti dove ancora non fanno una raccolta differenziata spinta porta a porta e uno di questi è Milano, che ancora non divide l’umido. Ci sono posti dove ancora la gente butta via tutto insieme nell’indifferenziato senza neppure capire che è sbagliato. Ci sono comuni dove ancora si usano i sacchi neri per l’indifferenziato per cui è impossibile controllare e sanzionare chi ci butta cose che andavano differenziate.
Invece i rifiuti semplicemente potremmo tramutarli in qualcosa di utile e prezioso, separandoli tra loro fino ad arrivare a percentuali minime di indifferenziato. Lo dobbiamo fare con una pignoleria maniacale.

La vera rivoluzione è questa: sociale, economica, politica, ambientale.
Basta ridurre i rifiuti, e poi separarli più possibile. Ci accorgeremo che la maggior parte dei rifiuti se separati non puzzano, anche perchè vanno lavati (c’è gente che ancora non l’ha capito che vanno lavati, c’è pure scritto sulle istruzioni e prima ancora lo direbbe il buon senso ma c’è gente che ancora non l’ha capito).
Proviamoci. Senza aspettare che ce lo imponga qualcuno. Diamo un segnale.
Si può organizzare la differenziata autogestita, c’è chi la sta facendo. Il comune non fa la differenziata o la fa solo parziale o la vorrebbe fare ma ci sono problemi contingenti che la bloccano? e allora la fanno i cittadini dando l’esempio, organizzando aree autogestite di raccolta e un passaparola di informazione. Mentre altri si organizzano per pulire la propria città in eventi spontanei col tam-tam di facebook.
Non siamo nella nuova era, quella del vento nuovo, dei flash mob, dei social network, della creatività e dell’ironia? Non siamo nell’era in cui i giornalisti vanno a informarsi su facebook e twitter, nell’era in cui sono i cittadini che capiscono le cose prima dei propri rappresentanti e li scavalcano? E allora facciamola questa semplicissima rivoluzione. Fatta di sacchetti trasparenti e di immondizia pulita. Non creiamoci alibi del tipo devo fare 7 chilometri per andare all’isola ecologica, smettiamola di dire che è inutile dividere che poi buttano tutto insieme da qualche parte, se lo fanno denunciamoli, sorvegliamoli, svegliamoci.
E se capita un’emergenza teniamoci in casa i rifiuti, differenziati, puliti, che non puzzano.
Facciamo compostaggio ovunque, in ogni giardino, anche condominiale, su ogni terrazzo.
Vedo dire in giro che non è possibile arrivare ad una raccolta differenziata del 70% in una grande città. Sono BALLE! Non esistono posti al mondo dove non si possa arrivare anche al 90% coi rifiuti urbani. Basta cambiare abitudini. Ci sono zone anche a Napoli e in Campania dove viene fatta una raccolta differenziata di percentuali elevate e chi non ha la muffa nel cervello e si informa lo sa. Lo so avevo detto che non avrei parlato di Napoli ma m’è scappato perchè è un simbolo, ormai.

Riassumo quello che possiamo fare, subito, immediatamente, senza aspettare che qualcuno ce lo dica, ovunque siamo.
Da una parte la carta, tutta la carta, giornali, riviste, volantini, quaderni, scatole di pasta, involucri esterni dello yogurt, carta della farina, qualunque tipo di carta esclusi gli scontrini dei negozi e quella plastificata. Anche il tetrapak viene raccolto con la carta, si sciacqua, o si lava, si asciuga, si appiattisce e si mette da parte.
Da un’altra parte la plastica. Le bottiglie se non sono di acqua vanno sciacquate, appiattite, messe da parte, in un sacco trasparente, poi ci sono tutti i sacchetti contenenti qualunque cosa, se sono sporchi si lavano, anche quelli. Tutti i blister, i vasetti dello yogurt, i tappi delle bottiglie. La plastica dura si ricicla separatamente, quindi i tappi andrebbero separati e tenuti da parte ma di solito vengono raccolti insieme.
Da un’altra parte ancora il vetro, in un mondo ideale andrebbe diviso per colore perchè quello bianco è più pregiato, comunque anche le bottiglie di vetro vanno sciacquate o lavate, insomma devono essere pulite.
Lo stesso per le lattine, si lavano, si fanno asciugare e si tengono da parte, tutte le lattine, pelati, bibite, verdure in scatola.
Poi c’è l’organico, cioè l’umido. Sono tutti gli scarti di cucina, cotti o crudi.
Scarti di verdure, frutta, carne, pesce, tutto quello che marcisce senza inquinare. Capelli, tessuti naturali, fazzoletti di carta, sughero, fiori, cenere, paglia, piccoli pezzetti di legno o vimini. Ci sono industrie che ci fanno il compost. Il compost lo possiamo fare anche in casa, in ogni giardino anche condominiale dovremmo avere un contenitore per il compost. Ce ne sono anche per il terrazzo.
Se all’umido si aggiungono scarti di erba, foglie secche ed è fatto nel modo giusto neppure puzza poi molto e comunque le compostiere sono chiuse ed è molto meglio della diossina. C’è anche chi la compostiera se l’è fatta da se semplicemente modificando un bidoncino dell’immondizia.
Ovviamente il fatto che possiamo differenziare plastica lattine vetro ecc… non vuole dire che non dobbiamo cercare di ridurli il più possibile, cioè se possiamo riutilizziamo i contenitori, usiamo prodotti sfusi, autoproduciamo il più possibile.

Considerato che quando siamo andati a fare la spesa abbiamo cercato di evitare tutte quelle cose che hanno contenitori non riciclabili e che abbiamo evitato le cose usa e getta cosa è rimasto? Praticamente quasi niente. Assorbenti? Ci sono quelli lavabili e la mooncup. Pannolini? Ci sono quelli lavabili. Carta forno? Basta imburrare o oliare la teglia. Carte plastificate tipo quelle del caffè? motivo in più per berne meno o per comprarlo sfuso da macinare nei sacchi di carta. Al momento non mi viene in mente niente che sia indispensabile e che vada nell’indifferenziata, insomma la si può ridurre di tantissimo.
Non pensate che io produca zero indifferenziata, ogni tanto porto giù un sacchetto di quelli piccoli. Potrei ridurla a zero ma per pigrizia non ci sono ancora riuscita.
Ma è un gran passo avanti pensarci, guardare le cose che acquistiamo anche in funzione di quanta immondizia portano con se.
Il comune organizza la raccolta ma le reali percentuali di differenziata le fa il singolo cittadino. Prima di giudicare gli altri chiediamoci se NOI abbiamo fatto tutto il possibile.

“Chi dice che non si può fare non deve interrompere chi lo sta facendo”

42 Responses to La rivoluzione del pattume

  1. lydia scrive:

    Grazie, non aggiungo altro

  2. grazie anche da parte mia, soprattutto per la chiarezza con cui dici che lo possiamo fare, subito, tutti.

  3. Lisa scrive:

    brava. condivido tuttissimo.

  4. stelladisale scrive:

    grazie ragazze per aver lasciato un segno

  5. Edda scrive:

    Anch’io come Lydia, grazie! Al di là del tema, l’incipit è sottile, intelligente…è bello sapere che ci sono persone come te.

  6. stelladisale scrive:

    grazie edda, davvero

  7. lagaiaceliaca scrive:

    condivido tutto.
    faccio quasi tutto quello che dici, e rompo le balle al prossimo perché lo faccia.
    ognuno ci deve arrivare con i propri tempi, e per questo post come il tuo sono importanti.

    confermo, ci sono posti in campania dove fanno una raccolta differenziata spintissima con il porta-a-porta e i sacchetti trasparenti, e se gli dai un sacchetto riempito male te lo lasciano sul portone con un biglietto in cui ti spiegano cosa hai sbagliato!!!!!

    si può, è possibile, si deve fare.

    grazie!

  8. artemisiacomina scrive:

    cara stella, mi piacerebbe se sui media si parlasse di cosa fare, come fare, come funziona, si riferisse di esperienze. insomma, si parlasse di problemi. equindi apprezzo.

  9. stelladisale scrive:

    lagaiaceliaca, ci sono così tante cose che non possiamo fare, almeno quelle che possiamo fare le dovremmo fare ti pare? :-) grazie a te

    grazie artemisia, se ne parla sui media ma non abbastanza, si potrebbe fare molto anche coi blog…

  10. FrancescaV scrive:

    grazie a quello che scrivi tu capisco ogni giorno di più l’importanza di essere responsambili dell’immondizia che produciamo. Io sono molto indetro, ma ogni giorno faccio sempre dei piccoli passi avanti. la questione del compost era una cosa che volevo cominciare ad affrontare, poi domenica nella feste del quartiere hanno presentato 3 grandi contenitori di legno che ora campeggiano nella piazzaetta dietro la chiesa, dove tutti gli abitanti della zona possono cominciare a fare il compost. Che bello! Volevo solo chiederti una cosa: perchè bisogna sciacquare tutto? E’ proprio indispensabile farlo? Così non si spreca l’acqua?

  11. silvia.moglie scrive:

    sono la rompiscatole del paesino, in tutti i sensi. non saprei proprio scriverlo in un modo migliore. brava. lo capissero anche davvero i supermercati con le loro infinite confezioni.

  12. stelladisale scrive:

    fra, se l’immondizia è pulita non puzza non causa malattie e non ci si riempie di pantegane :-) e la si può gestire con calma immagazzinandola da qualche parte, se la differenziata è piena di rifiuti non è più differenziata, ti pare? ha gli stessi problemi dell’indifferenziata finchè non viene trattata, sciacquare una latta di pelati ci vuole un secondo se lo si fa immediatamente, è un gesto che viene automatico dopo un po’ e no, non la si spreca, l’acqua la si spreca quando si lava la macchina ogni tre giorni anche quando piove, quando si sta sotto la doccia mezz’ora due volte al giorno, per non parlare dell’industria e dell’agricoltura intensiva…

  13. Lucia scrive:

    condivido su fb, il post è scritto benissimo e se anche una sola persona dovesse cambiare le sue abitudini, avrebbe raggiunto il suo scopo. Grazie!

  14. FrancescaV scrive:

    grazie Stella. Mi é venuta in mente anche un’altra domanda, e gli escrementi dei gatti casalinghi, come si possono gestire?

  15. Francescat scrive:

    Grazie del post, molto bello e molto utile!A quando un post tutorial su come fare il compost??;)
    A parte gli scherzi sarebbe molto importante se ci fosse un’adeguata informazione su cosa fare per poter migliorare la situazione dell’immondizia, ma soprattutto sarebbe FONDAMENTALE che si ponesse l’accento su come fare per ridurre i rifiuti, ossia l’autoproduzione!

  16. giovanna scrive:

    Stella, tutto perfetto. Soprattutto il suggerimento di agire all’origine evitando di acquistare prodotti con imballi infiniti. Soprattutto rinunciare all’acqua minerale, differenziata o no, meno bottiglie di plastica si usano e meglio è. Nel mio piccolo, ci sto provando. E non ci vuole tanto. Purtroppo nel mio quartiere la raccolta porta a porta non c’è ancora, quindi non abbiamo contenitori per l’indifferenziato. Vista la situazione nella quale siamo, sto cercando di ridurlo al massimo e quello che ho lo sto tenendo a casa in attesa di sviluppi o di raggiungere l’isola ecologica.
    In realtà buona parte dei miei avanzi di cibo finisce nella pancia dei gatti del quartiere, che è un modo che mi sento di caldeggiare per ridurre l’umido :) . Ma ci sono ancora tante cose che sbaglio e che devo imparare a fare. E in fretta.
    Grazie per il bellissimo e utilissimo post.

  17. Alex scrive:

    Grazie Stella. Leggendo mi accorgo che qui in Germania siamo anvanti anni luce in quanto a raccolta differenziata, anche se qui combatto con altri problemi perché ti costringono a tenerti i rifiuti in casa per due settimane. Solo il biologico viene ritirato 1 volta a settimana, ma i cassonetti saltano da soli dopo 7 giorni a oltre 30 gradi. E anche i cassonetti dobbiamo laverceli e disinfettarceli da soli, ma mi rendo conto che sono problemucci da niente e gestibilissimi in confronto alla situazione in Italia (per non parlare di Napoli).
    Arigrazie

  18. lelli scrive:

    Ciao, hai dato più informazioni tu che chi di dovere.Il fatto è che non tutti sanno come si fa la differenziata correttamente, e dove si butta. Ad esempio quella degli scontrini che non vanno nella carta mi è nuova,non so perchè pero’,non è come la carta da giornale?
    Per dei rinfreschi a cui ho partecipato ultimamente, ci sono stati sacchi e sacchi di forchette piatti e bicchieri di plastica.Quanto sono riciclabili? e come si potrebbero eleminare?Ero tentata di riciclarli lavandoli,ma la plastica una volta unta non viene pulita, io ero mortificata a vedere quello spreco..I bambini poi non ne parliamo, non hanno idea dello spreco,non c’è educazione, in primis degli adulti e di conseguenza anche loro..

  19. stelladisale scrive:

    silvia, anna, lucia, grazie

    fra, quello può essere un problema perchè va nell’indifferenziata, esistono però delle sabbie biodegradabili che si possono mettere nell’umido e buttare nel water, sono meno deodorate di quelle “normali” e non si trovano facilmente…

    francescat, io il compost in realtà non lo faccio perchè quando stavo pensando di organizzarmelo sul terrazzo son partiti con la raccolta dell’umido, se avessi un giardino lo farei lo stesso perchè poi lo usi anche per concimare… hai ragione, l’autoproduzione è fondamentale, però io che autoproduco molto mi rendo conto che è un grande impegno, non tutti riescono, camibiare tipo di acquisti aiuta, uscire dalla logica del consumismo, non sprecare, non comprare più di quello che serve, poi è bello anche poter riutilizzare gli oggetti, ce ne sono di cose da fare e in internet si trovano tante idee

    giovanna, grazie a te, ce la faremo a cambiare abitudini, a poco a poco, non è difficile, si, ridurre l’umido dando da mangiare ai gatti mi sembra una bella cosa vista anche la loro utilità per la caccia ai topi :-)

    alex, lo so, più di vent’anni fa ho lavorato in una gelateria in germania e sul retro avevamo una marea di bidoni per differenziare, perchè poi il problema sono ristoranti, negozi, mense, che hanno quantità enormi di roba… mah qui ci hanno dato i bidoncini, ci metti il nome e te lo lavi tu, ma comunque il vetro le lattine la plastica e la carta passano ogni 15 giorni, per quello è importante lavare le cose, così si tengono da parte senza problemi, i cassonetti ormai tendono ad eliminarli tutti perchè ingombrano e c’è meno controllo, l’umido passano una volta alla settimana e due in estate, l’indifferenziato lo stesso, arriviamo a più dell’80% di differenziata ma in molte zone d’italia ormai si fa così, nord sud dappertutto, soprattutto i comuni piccoli :-)

  20. Condivido ciò che hai scritto, mi piacerebbe però che una volta per tutte ci sentissimo “cittadini del mondo”, che è davvero un passo necessario per smetterla di vedere confini ovunque e considerare le differenze un difetto: nord e sud, maschi e femmine, alti e nani, bianchi, gialli e neri ecc.
    Il mondo è fatto di popolazioni che hanno in comune la necessità di viverci, è un fatto, e il modo migliore è rispettarsi ma soprattutto aiutare chi ha maggiori problemi, invece di fare di tutto per rubargli la terra e costringerlo in miseria con il controllo degli alimenti, dell’acqua e delle risorse.
    E’ c’è un altro fatto che deve entrarci in testa a tutti: basta con la crescita, con la produttività, con il falso benessere. E’ ora di ridurre i consumi e gli sprechi. Non ci sono quasi più i “riparatori”, coloro che ti facevano durare un televisore o un frigorifero altri 10 anni, si cambia cellulare come fosse una penna biro, si butta tutto anche quando di rotto c’è solo un pezzo. E tutto il mondo politico, di destra o di sinistra, non fa altro che parlare di sviluppo collegandolo al PIL, una delle cose più idiote, false e illogiche che esistono.
    I valori vanno ricuperati, ci vorranno generazioni, ma bisogna farlo da subito, senza perdere più tempo, o il pianeta diverrà invivibile.
    Impariamo a tornare al rispetto della natura, che ha già le sue regole, noi ne facciamo parte e non dobbiamo combatterla perseguendo interessi ciechi, devastandone gli equilibri.
    Mai come in questo ultimi vent’anni si è assistito ad una crescita esponenziale dei cataclismi su tutto il pianeta, sempre più violenti e devastanti.
    Abbiamo costruito dove non dovevamo, abbiamo disboscato dove non dovevamo, abbiamo creato deserti con il nostro pessimo operato.
    La spazzatura non è solo quella che si vede all’esterno, ma soprattutto quella seppellita, spesso fortemente tossica, che danneggia la terra e l’acqua in maniera sempre più drammatica.
    Nel nostro piccolo dobbiamo cominciare a ragionare diversamente, niente più sprechi a partire dall’acqua, mangiare il giusto e possibilimente a km 0, imparare ad aggiustare le piccole cose, a consumare con parsimonia, a educare i figli al rispetto dell’ambiente, ad avere obiettivi che non siano la “carriera” e “la ricchezza in denaro”, ma il lavoro, l’amore e la conoscenza come fonti fondamentali per un mondo migliore.

  21. giovanna scrive:

    Scusa l’intromissione, ma giusto per sfatare qualche mito, riporto dati del 2010 relativi alla differenziata:
    Al Centro-Sud gli incrementi sono decisamente più contenuti, ad eccezione della regione Campania che ancora una volta, pur tra mille contraddizioni e problemi, sembra essere il luogo dove qualcosa si muove. Al Sud e nelle isole nella graduatoria delle città troviamo praticamente solo realtà campane e sarde, mentre in quella dei piccoli comuni, pur dominata dalla Campania e dalla Sardegna con 67 e 27 comuni rispettivamente, troviamo l’Abruzzo che, nonostante i gravi problemi del territorio può vantare la buona performance di 11 comuni. Segnali incoraggianti anche dalla Sicilia (sette comuni) e dalla Calabria (quattro).

  22. stelladisale scrive:

    grazie lelli, l’ho letta da qualche parte quella degli scontrini, è carta chimica, per la verità ci sono delle riviste che puzzano di petrolio in un modo schifoso per cui anche io ho pensato che di chimico nella carta ce n’è comunque parecchio e comunque gli scontrini incidono poco sul volume, per le cose usa e getta è vero, bisognerebbe usarne meno possibile, noleggiare tutto l’occorrente per esempio per le feste, però esistono biodegradabili, in materb, li vendono anche in internet: http://www.minimoimpatto.com/

  23. stelladisale scrive:

    roberto, concordo, anche io sono per la decrescita, anzi pernso che sia l’unica via

    giovanna, è innegabile che il nord sia più avanti, anzi io credo che il mito sia quello, di un nord perfetto sempre più avanti, non è così scontato, da me siamo partiti in ritardo per esempio, solo l’anno scorso, ma negli ultimi tempi si stanno muovendo molte cose ovunque, dobbiamo essere fiduciosi

  24. stelladisale scrive:

    al centro ho il sospetto che ci siano stati pochi incrementi perchè erano già avanti prima, perlomeno a me risulta che siano parecchio all’avanguardia in toscana umbria e emilia romagna, ma magari è un mito pure quello, si va a macchia di leopardo perchè tutto dipende dai comuni

  25. esatto Stella, tutto dipende dai comuni. Io mi sono trasferito a Fiano Romano, a 30 km da Roma, e solo da quest’anno si fa la differenziata, ma siamo fra i pochissimi comuni a nord di Roma.

  26. lelli scrive:

    Grazie!

  27. Alexandra scrive:

    Ognuno di noi puó fare molto, hai fatto benissimo a puntualizzare un modo operandi onesto,pulito, etico e moralmente positivo. Piccole scelte a volte, come rifiutare il mi rosa cherry sempre di plastica che ti viene offerto in farmacia, profumeria ecc. Comperare cose sfuse: verdura, frutta ecc. (odio portare a casa polistirolo e plastica varia) detersivi, cereali, frutta secca, spezie varie, acqua filtrata e non bottiglie poi da smaltire…la lista sarebbe lunghissima. Ognuno di noi puó fare molto x il proprio benessere e per quello degli altri.

  28. Francesca scrive:

    Sono assolutamente d’accordo con te e ti ringrazio per aver scritto questo post.
    un carissimo saluto da Napoli,
    Francesca

  29. stelladisale scrive:

    alessandra, in farmacia sono anni che non ci entro e magari pare brutto ma neppure in profumeria, ma cos’è il mi rosa cherry? :-)

    grazie a te francesca

  30. alexandra scrive:

    Stella…ma cosa ho scritto? sará stato il caldo!!! volevo scrivere: il mini sacchettino di plastica, ogni volta dico no grazie, infilo tutto nella borsa…e mi guardano in modo strano…una volta una commessa mi ha rincorso perché lo avevo lasciato sul banco!!

  31. stelladisale scrive:

    alessandra, immaginavo che fosse un sacchettino, che poi li hanno vietati ma si possono usare fino ad esaurimento scorte e mi sa che ne hanno ancora da qui all’eternità di sti sacchettini, la cosa bella è che invece al supermercato non li vedo proprio più da mesi…

  32. Sara scrive:

    Mi piacerebbe stampare il tuo poste divulgarlo…
    Io la differenziata l’ho imparata alle elementari , in tempi davvero remoti.E da allora mai più semza.Peccato che qui a MIlano manchi l’organico nella mia zona.Ma non sai quanto m’incazzo(proprio così) quando vedo gli incivili del mio palazzo che ficcano tutto nell’indifferenziato, o quando buttano la plastica nella carta o i neon(!) nel vetro…e questi sono due esempi.
    Mio padre ha il compost in giardino, e lo ammiro tantissimo!
    Hai ragione, se non inziamo da noi stessi, nulla cambierà.E’ un p’ come la storia della conversione al biologico o la riduzione dei detersivi inquinanti.Non sai a quanta gente ho distribuito le tue dispense!;)
    Ancora una volta, GRAZIE!

  33. stelladisale scrive:

    saretta, eh poi dicono degli zingari, bisogna essere pignoli e fare come in certi posti che danno le multe, il problema è capire di chi sono i sacchetti… grazie a te, con te so di sfondare una porta aperta :-)

  34. marcella scrive:

    Leggo solo adesso, e rispondo. Anch’io sono la rompiballe del palazzo.
    Da due settimane da noi è iniziata la raccolta porta a porta: non ti dico le reazioni negative e i malumori!!! E siccome c’è stato qualcuno che voleva fare spallucce e ficcare tutto nell’umido o nell’indifferenziato, io ho detto loro che avrebbero dato le multe a chi non differenzava.
    Punti sul vivo (vedi SOLDI) hanno ascoltato la lezionicina sul pattume! :-)
    Da noi l’umido è nominativo, ma l’indifferenziato no, quindi la multa la prende il palazzo!
    Comunque, ci vuole veramente poco!!!
    Ma io ho notato una cosa, che mi fa molto piacere: ogni volta che vado al centro di raccolta, c’è sempre qualcuno che butta, e ciò vuol dire che si incomincia a cambiare la testa della gente!
    Ah, ultima cosa: in alto adige, fuori dalle scuole elementari, ci sono tutti i bidoni per la raccolta differenziata ad altezza di bambino. mi si apre il cuore tutte le volte che li vedo!
    Grazie per questo post!!!!!

  35. barbara scrive:

    Grazie per questo post Stella di sale, da stampare e rileggersi se non tutti i giorni quasi! Mi ha fatto pensare a quel che faccio io per ridurre gli sprechi. Non so se sia una cosa giusta, mi sembra di si comunque. Lo yogurt lo faccio in casa a partire da un barattolino monoporzione preso al super; questi barattolini però li prendo in vetro così dopo li riciclo, ossia li uso per fare dei dolci al cucchiaio monoporzione, un’idea che ho visto su blog stranieri (dove però usano barattoli grandi) e che mi è piaciuta. Un’altra cosa che fanno i miei invece è comprare (ogni tanto) i biscotti in scatole di latta; quando i biscotti finiscono la scatola non si butta, si usa per metterci biscotti fatti in casa o materiale per il cucito per esempio. Magari uno ci potrebbe rimanere male aprendo la scatola dei biscotti e trovando invece dei fili colorati ma questi sono traumi che si superano :D

  36. stelladisale scrive:

    marcella, ecco vedi anche a piacenza siete partiti solo adesso col porta a porta, meglio tardi che mai, come da me, comunque noi in un anno siamo arrivati a più dell’80% di differenziato, nonostante tutto poi la gente le cose le fa, ed è un paesino di stranieri…
    si infatti il problema è che nei posti dove danno le multe poi si scatenano le liti nel condominio perchè non si sa chi è stato e tocca pagare a tutti :-)

    barbara, si, riutilizzare i contenitori è davvero bello, e produrre in casa più possibile anche, io sono un po’ un caso limite visto che compro pochissime cose pronte (e per cose pronte intendo anche pane o simili) ma ci sono delle cose che compri e ti porti a casa tanto di quel pattume! è più il contenitore che il contenuto :-) grazie a te

  37. Ago scrive:

    sante e giuste parole queste dici! Non è semplici educarci, ma con un pò di buona volontà tutti possiamo, considerando la posta in gioco! Ti condivido su fb! :-D

  38. Susy scrive:

    Sono d’accordo su tutti i punti, talmente d’accordo che se non ti spiace metto il link sulla mia bacheca in face book!

  39. stelladisale scrive:

    grazie ago, son piccole cose ma se le facessimo tutti…

    grazie susy, no che non mi spiace

  40. marcella scrive:

    Eh sì, da noi hanno deciso di multare, e anche con delle sanzioni salate (150 euro!). Ma io concordo con le multe.
    Pensa che prima del porta a porta, avevamo il bidone per l’umido all’inizio della strada: a parte che ogni persona che passava si sentiva legittimato a buttare qualsiasi cosa dentro, facevamo l’umido solo io e un’altra signora! E’ per questo che ho dovuto fare la maestrina XD!
    E condivido in pieno la tua frase “son piccole cose ma se le facessimo tutti…”, non solo per la raccolta differenziata, ma per tutto, proprio tutto!

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Mangiare è un sacramento.
Per onorarlo al meglio bisogna rendere grazie alla vita che tagliamo per vivere.
Senza giungere al disgusto di se, dell’umanità, della vita stessa.
Gary Snyder

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