Cous cous in brodo di baccelli di fave

Una precisazione riguardo al contest SALUTIAMOCI, si, sempre lui (tranquilli quando finisce il mio mese mi taccio).
Nel post principale io ho detto che abbiamo consultato l’istituto dei tumori di Milano in particolare Cascina Rosa.
Perchè è esattamente la verità.
Qualcuno ha scritto (in buonissima fede) che il contest è “in collaborazione” con Cascina Rosa.
No. Non è così.
Abbiamo mandato una mail, una lettera per posta, nessuno ci ha risposto, poi la Lo è andata lì a fare il corso di cucina e ha parlato del nostro progetto sia allo chef Giovanni Allegro che al dott. Franco Berrino ed entrambi hanno detto che era una bella iniziativa e ci hanno dato dei consigli, tutto qui. Il prof. Berrino ci ha mandato una mail, ci ha fatto i complimenti per i blog, ci ha chiesto di fargli avere i riferimenti per poterli passare alle signore del suo progetto Diana, ci ha chiesto di divulgare la ricetta dei baci di Diana cui tiene molto (e lo farò quando me ne verrà una versione commestibile) e ci ha ribadito che lui è contrario allo zucchero, tutto, anche quello di canna grezzo integrale e noi l’abbiamo spostato dalla colonna centrale in quella di sinistra.
Chiuse le comunicazioni.
Non c’è nessuna collaborazione in atto.
Già è un traguardo affascinante accordarci tra noi.
Non sponsorizziamo nessuno e non siamo sponsorizzate da nessuno.
E neppure raccogliamo fondi per qualche associazione o fondazione.
Tenetene conto, per favore, quando scrivete i vostri bellissimi post :-)

 
 

La mia seconda ricetta per SALUTIAMOCI è dovuta al fatto che ho usato anche i baccelli, delle fave. Sono buoni e teneri se le trovate fresche. Io ho fatto un brodo denso e poi ci ho cotto il cous cous. Le dosi sono un po’ generiche.

baccelli delle fave tagliati a pezzetti
scalogno
alloro e semi di finocchio
un pizzico di sale integrale

farina di ceci

cous cous integrale precotto
olio e.v.o.

erbe aromatiche e fiori

tutti gli ingredienti che ho usato sono biologici

Ho messo in una pentola con l’acqua i baccelli a pezzi, lo scalogno a pezzettini, alloro, semi di finocchio e poco sale. Ho cotto per una ventina di minuti, poi ho passato al passaverdure, ho rimesso in pentola il brodo e portato a bollore.
Ho sciolto un cucchiaio di farina di ceci in un mestolo di brodo di baccelli caldo, l’ho buttato nel brodo mescolando bene per non fare grumi e ho fatto addensare qualche minuto.
Ho tenuto da parte. Un po’ l’ho bevuto così, con un po’ di miso.
Il giorno dopo ho misurato 500 ml di brodo e l’ho portato a bollore.
Nella pentola di ghisa ho tostato 200 gr di couscous (le dosi sono indicative, dipende dal tipo di couscous) con 2 cucchiai di olio e.v.o., ho aggiunto il brodo bollente, spento il fuoco e lasciato intiepidire, sgranato con una forchetta e servito con fiori di erba cipollina e di timo, finocchietto selvatico, prezzemolo e un giro d’olio e.v.o.

C’è anche il PDF!

Questo post partecipa al contest SALUTIAMOCI che è ospitato questo primo mese da me, QUI.

Ingredienti principali: , , ,

5 Responses to Cous cous in brodo di baccelli di fave

  1. Sara scrive:

    Fiori di? E’ bellissimo questo cous cous!
    BEsos
    PS:rrivo anch’io eh, speta…

  2. stelladisale scrive:

    erba cipollina e timo, si si lo so che arrivi, senti e prenotarti per ospitare un mese magari che nell’altra pagina c’è il calendario? :-)

  3. Sara scrive:

    http://defelicitateanimi.blogspot.it/2012/05/salutiamoci-col-sorriso.html
    Eccomi!!!!
    Appena ho un attimo vado nell’altra pagina a dare un occhio al calendario :)
    baciiiiiiiiiiiii

  4. stelladisale scrive:

    sbrigati perchè i mesi stanno andando a ruba :-) vengo a vedere la ricetta

  5. patriziamiceli scrive:

    che bella iniziativa, direi che é il “contest” più interessante che circola, per una giusta causa e sopratutto per una giusta e corretta alimentazione. Spero di riuscire a farci un pensiero, vedo che il calendario é ben colmo di avvenimenti già per tutti i prossimi mesi dell’anno. Intanto espongo il bannierino anche da me. Grazie Stella ;-)

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Mangiare è un sacramento.
Per onorarlo al meglio bisogna rendere grazie alla vita che tagliamo per vivere.
Senza giungere al disgusto di se, dell’umanità, della vita stessa.
Gary Snyder

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