Le sardine del Lago d’Iseo che non sono sardine

• 6 settembre 2012
* pesce, salutiamoci4 Comments
 
 

Dopo Vello e Zone, tornando a casa, da Sulzano ho preso il battello per Peschiera e sono andata a Montisola. La giornata era bellissima ma c’era troppa gente, ho fatto solo una passeggiata veloce e mi sono fermata al negozio di prodotti tipici, ho preso le sardine tipiche del lago, sono buonissime, non le avevo mai mangiate.
Prima vengono pulite ma lasciate intere, salate, poi fatte essiccare al sole su archetti appositi e poi messe sott’olio.
Si mangiano cotte alla brace, condite con un filo d’olio, o d’aceto, con la polenta. Qui è spiegato bene il procedimento.
Fanno qualcosa di simile nel lago di Como e li chiamano missoltini.
L’altro giorno dicevo che mi ricordano le aringhe, e mia mamma m’ha pure guardato strano, beh non è mica saltato fuori che sono aringhe??!! :-) L’ho scoperto qui.
Le sardine di lago in realtà sono agoni, nome scientifico Alosa fallax lacustris, della famiglia dei clupeidi, cioè parenti dell’aringa. E’ un pesce azzurro che in tempi remoti si è trovato imprigionato in acque interne e si è evoluto come pesce d’acqua dolce. E’ questo.

 
 

Le sardine le ho scaldate in padella senza niente e poi condite con un filo di aceto di lamponi buonisssssimo. Invece della polenta vera ho fatto una polenta taragna (cioè con farina di mais e di grano saraceno) precotta bio (roba che fino a poco tempo fa non avrei neppure preso in considerazione ma devo ammettere che è buona e pure comodissima).
Con questa ricetta che non è una ricetta, riguardante delle sardine che non sono sardine, partecipo a salutiamoci forzando un po’, se Cibou è d’accordo.

Mi piacerebbe che questo mese di settembre arrivassero tante ricette della nostra tradizione, che non c’è neppure bisogno di modificarle e son già perfette come sono. A dimostrare che la cucina salutare ci è più vicina di quanto sembra. Ma so che sarà come gli altri mesi e cioè una raccolta al di sopra delle mie aspettative, perchè chi partecipa a salutiamoci ha molta più fantasia di me.
Vi ricordo che questo mese Salutiamoci è ospitato da Ciboulette qui, e che l’ingrediente del mese sono alici e sardine ma anche le alghe, che però devono essere protagoniste della ricetta, non un semplice condimento.
Il pesce lo potete usare come volete, fresco, sotto sale, sott’olio, ma non dimenticatevi di consultare la famosa taleban-tabella :-) Che in realtà chi l’ha letta davvero ha potuto vedere che non è rigida per niente.
Perlomeno col pesce non ci sarà il problema dello zucchero, il formaggio (in molte ricette tradizionali c’è) non è difficile sostituirlo.
Vi do una dritta che può essere utile anche se avete amici vegan o allergici al lattosio: tritate una decina di mandorle nel macinacaffè con un cucchiaio di sesamo e mezzo cucchiaino di lievito alimentare in scaglie, aggiungete un pizzico di sale integrale ed avete un finto parmigiano buonissimo da usare esattamente come quello vero, anche per gratinare, e che contiene parecchio calcio molto più utile di quello del formaggio.

Ingredienti principali:

4 Responses to Le sardine del Lago d’Iseo che non sono sardine

  1. brii scrive:

    Stella, mi hai fatto ridere con la “taleban-tabella” :-) )))))
    TRoppo forte!
    bella la ricetta che nn è una ricetta, con le sardine che non sono sardine!!
    Grazie anche della dritta in fondo, del finto parmigiano!! ;-D
    Cmq, in dialetto di qua questi pescetti si chiamano alose, adesso vado cercare qualche ricettina tradizionale!
    Baciuss

  2. stelladisale scrive:

    :-)
    il finto parmigiano è buonissimo, provalo e vedrai, anche da voi le fanno seccare al sole? se torno a montisola ne compro un po’ perchè erano buonissime, le vendono sottovuoto e durano mesi…

  3. Sara scrive:

    Hehe, io quelle sarde che non sono sarde le mangio sempre inq uel ristorante a Clusane, sotto aceto balsamico e con polenta, SPETTACOLARI!
    Mo mi fai enire una fame però…
    DEvo escogitare qualcosa per sto mese, mumble mumble…

  4. stelladisale scrive:

    saretta, a mia mamma han regalato dell’aceto di lamponi, buonissimo! e con le sardine perfetto! ah ma sai che poi ho scoperto cercando informazioni sulle sardine che la tinca non è un pesce grasso?

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Mangiare è un sacramento.
Per onorarlo al meglio bisogna rendere grazie alla vita che tagliamo per vivere.
Senza giungere al disgusto di se, dell’umanità, della vita stessa.
Gary Snyder

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