Meccanismi che ci rendono burattini animati da forze notissime

Ci sono libri che ti coinvolgono e finchè non li hai finiti non li molli. Di solito sono romanzi.
Un libro bellissimo l’ho letto ultimamente grazie alla mia spacciatrice preferita di libri bellissimi: Giovanna. E’ Io confesso di Jaume Cabrè.
Probabilmente il libro più bello che io abbia mai letto. Prima era “Una storia di amore e di tenebra” di Amos Oz (per chi morisse dalla curiosità di saperlo).
Questo di Cabrè è un libro che ti stupisce continuamente, non t’è mai successo prima di leggere un libro scritto così e quando capisci che è tutto comunque chiaro ti chiedi se non sia più naturale, questo modo originale di farti fare dei salti con la mente in una sola frase, se non fosse in fondo banale quello solito, di modo di scrivere.
E’ il libro sul tutto. Sul Male e sull’umanità. Sulla Storia che si ripete, sull’intimità della lotta contro se stessi. E poi c’è l’amore, l’amicizia, la vita, l’ironia e il dolore. La morte. Il tradimento. La mente che si apre e si chiude. Il singolo che riflette il tutto.
E la colpa. Soprattutto.
Quando l’ho finito l’ho subito ricominciato da capo perchè non volevo scendere e perchè ero sicura di aver perso delle sfumature.

Comunque non era di questo che volevo parlare. :-)

Volevo parlare di un altro libro. E non è un romanzo. E’ un libro tecnico scientifico.
Ma anche questo ti coinvolge e non lo molli finchè non l’hai finito. E poi ricominci. In fondo è anche questo un libro sul tutto.
Si parla di una strage quotidiana, evitabile.
E’ The China Study di T. Colin Campbell, un libro scritto benissimo, in modo semplice, a volte ironico e sempre chiaro. Alla portata di tutti e che a tutti consiglio di leggere subito.
Parla degli studi sull’alimentazione condotti dall’autore, uno scienziato statunitense di fama inattaccabile, professore universitario e appartenente da sempre alla scienza “ufficiale”. Parla delle numerosissime prove che la scienza ha, ormai da decenni, che l’alimentazione sia strettamente correlata all’insorgere delle patologie che sono le maggiori cause di morte nel mondo occidentale moderno.
Come mi piace dire spesso (ma mai come in questo libro ne ho avuto la conferma) di cibo ci si uccide o ci si salva.
Lo so, non è una novità, sono anni che lo dico. Ed è il motivo per cui ancora non l’avevo letto questo libro. Pensavo fosse troppo tecnico e soprattutto pensavo dicesse cose che avevo già letto.
Eppure lo dico sempre che pensare di sapere è la peggiore ignoranza!
Perchè si, dice in parte cose che già sapevo, ma in un modo più ampio, più approfondito, visto da un punto di vista più interno alla scienza ufficiale. Svela i meccanismi che ci rendono burattini animati da forze notissime.
Scardina il luogo comune dell’alibi genetico, smaschera la limitatezza delle ricerche troppo specifiche, delle mode e degli allarmismi, della confusione di notizie, delle intromissioni dell’industria nella ricerca. Ci spiega in modo dettagliato come funzionano le principali patologie e arriva alla conclusione più ovvia, naturale, provata e confermata, la più positiva e grandiosa delle conclusioni, senza le prudenze che capita di trovare altrove.

E’ un libro scritto da uno scienziato statunitense che parla principalmente di studi statunitensi, medici statunitensi, istituzioni statunitensi, tipica alimentazione statunitense (e un po’ anche cinese) e problemi enormi di salute del popolo statunitense.
Ma anche no.
Per tutto il libro viene spontaneo cercare le differenze tra noi e loro, tra la nostra tradizione alimentare e la loro, tra i nostri poteri forti tutti intrallazzati insieme e i loro, tra il nostro stile di vita e il loro.
Si fa fatica a trovarle queste differenze. L’impressione è che sia solo questione di tempo e il nostro futuro sia lì, deciso. Il suicidio collettivo.

Si tratta di tre parole da appuntarsi maiuscole nella testa, semplicemente la nostra salvezza, del singolo che rispecchia il tutto, nelle proporzioni che riteniamo più giuste ma l’unica via possibile: CIBI NATURALI VEGETALI*.

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“Un toro si sazia pascolando in un terreno di pochissimi iugeri; una sola belva basta a più elefanti: l’uomo per nutrirsi ha bisogno della terra e del mare. Ma come? La natura ci ha dato un corpo tanto piccolo e un ventre così insaziabile da superare l’ingordigia degli animali più grossi e voraci? Niente affatto; come sono minime le esigenze della natura! Si sazia con poco: non è la fame del ventre che ci costa molto, ma l’ostentazione. Pertanto quelle persone “soggette al ventre”, come scrive Sallustio, consideriamole animali, non uomini; anzi, certuni neppure animali, ma morti. È vivo chi è utile a molti, è vivo chi fa buon uso di se stesso; quelli che si nascondono, immobili nel loro torpore, stanno in casa loro come in una tomba. Ne puoi incidere il nome sul marmo della soglia: hanno anticipato la morte. Stammi bene.”
Lucio Anneo Seneca – Lettere a Lucilio

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* Se non vi è chiaro quali siano i CIBI NATURALI VEGETALI guardate la nostra tabella di Salutiamoci: tutti i cibi vegetali della colonna centrale e di quella di destra, cioè i cibi vegan permessi e consigliati a Salutiamoci, sono CIBI NATURALI VEGETALI.
Le farine e il riso raffinati, lo zucchero bianco, le margarine e gli oli di semi trattati chimicamente, i prodotti industriali con additivi di sintesi non sono cibi naturali.

Questo è il sito ufficiale italiano del libro.

24 Responses to Meccanismi che ci rendono burattini animati da forze notissime

  1. Acilia scrive:

    Grazie Stella, ho preso nota di entrambi i titoli sulla mia lista dei desideri di anobii :-)
    Attualmente sto leggendo “La traccia dell’angelo” di Stefano Benni, qualora potesse essere uno spunto utile per chi ci legge.

    Da un anno e mezzo anch’io sto imparando a nutrirmi di soli cibi naturali vegetali: la stevia o l’agave in sostituzione dello zucchero bianco, il riso integrale biologico al posto di quello raffinato, marmellate dolcificate con solo succo di mela e biscotti con solo farina di farro e malto d’orzo.
    In merito alla stessa materia di interesse, ho letto anche “Guarire con il cibo” di Giusi De Francesco, suggeritomi dalla cara Roberta Cobrizo, che si è rivelato prezioso.

    Un caro saluto e ancora grazie

  2. stelladisale scrive:

    grazie a te, acilia, il libro della de francesco l’ho letto anni fa, è stato il mio primo libro di macrobiotica, e mi ricordo che mi aveva colpito come fosse riuscita a guarire semplicemente cambiando alimentazione quando la medicina ufficiale le aveva dato pochi mesi di vita, adesso che ho letto the china study ho capito anche perchè c’è gente che guarisce con la macrobiotica, tecnicamente voglio dire, scientificamente e dal punto di vista della ricerca ufficiale

    sul blog di salutiamoci nella pagina dei link ci sono altri spunti interessanti, e ti aspettiamo ovviamente a salutiamoci se vuoi partecipare :-)

  3. Sara scrive:

    Th China Study ce l’ho lì da mesi e non l’ho ancora letto.Finito il libro che sto leggendo(nulla di che) i cieterò in quella lettura.
    E mi segno anche l’altro ;)
    Certo Stelal che quando ti senti dire “tanto dobbiamo morire tutti” e “l’estremismo non porta a nulla” ti cadono un p’ le braccia…vabbè andiamo avanti

  4. stelladisale scrive:

    saretta, leggilo e fallo leggere! :-)
    beh c’è modo e modo di morire e modo e modo di vivere, campbell dice: “non ho mai perseguito la salute nella speranza dell’immortalità, essere in buona salute significa essere in grado di godere appieno del tempo a nostra disposizione”, chi dice che si vuole godere la vita mangiando quello che gli pare ha buone possibilità di passare parte della propria vita da demente, malato grave, malato cronico e invalido i tutti i sensi, libero di farlo se per lui quella è vita, riguardo all’estremismo dipende da cosa si intende, ormai è evidente che solo una leggera moderazione non porta a nessun miglioramento della salute, e in casi di patologie gravi solo un cambiamento drastico funziona

  5. lauretta scrive:

    prossimo acquisto in libreria THE CHINA STUDY :)

  6. stelladisale scrive:

    lauretta :-)

  7. lauretta scrive:

    scusa stella, ti devo raccontare una cosa assurda che mi è successa con la pasta madre…non so se ridere o preoccuparmi.. mi è esploso il vaso di vetro in cui la tenevo in frigo. un vaso con la chiusura ermetica e la guarnizione, hai presente?
    ed è esploso lateralmente, neanche la chiusura…che potenza! ma come mai?

  8. stelladisale scrive:

    cavolo lauretta, non ne ho idea ma di solito a me è capitato che uscisse, anzi da qualche parte ho anche una foto, praticamente usciva dal vaso (chiuso eh) e poi quella fuori si seccava e la buttavo, poi forse io tendo a rimetterla in frigo che la fermentazione è finita, mai sentito prima che scoppiasse il vaso è davvero stranissimo!

  9. lauretta scrive:

    io effettivamente la metto in frigo dopo 4, max 5 ore. quando ha raddoppiato il volume…dovrei lasciarla più tempo fuori dici?
    comunque nessun morto o ferito…solo tanto stupore! :)
    vaso cambiato, pasta rinfrescata, tutto nella norma insomma :D

  10. viviana da brescia scrive:

    E brava Stella. Ti ho sempre seguita e ammirata in silenzio ma questa volta sento di dovertelo dire quanta stima provo per te quando leggo i contenuti del tuo blog. Permettimi un abbraccio virtuale.

  11. marcella scrive:

    Sono di frettissima: ce l’ho ma non l’ho ancora letto.
    Ma so già che mi piacerà!

  12. stelladisale scrive:

    lauretta, non credo sia indispensabile, piuttosto non chiudere troppo forte il vaso in modo che possa uscire :-) usa un vaso più grande in modo che ci sia più spazio, non so, io uso questo tipo di vasi e m’è uscita comunque nonostante la guarnizione: http://www.stelladisale.it/2009/02/ghee/

    marcella, ti piacerà, si :-)

  13. stelladisale scrive:

    viviana, grazie :-) sono contenta quando qualcuno esce dall’ombra, un abbraccione virtuale ci vuole

  14. brii scrive:

    Grazie Stella.
    baciusss

  15. Elena scrive:

    Sono contenta che ti sei lanciata nella lettura integrale, gli scritti -anche di ambito scientifico- di area inglese o americana hanno una geniale capacità di essere al contempo comprensibili e documentatissimi….

  16. stelladisale scrive:

    grazie a te brii

    elena, è scritto in modo semplicissimo, si, forse dovremmo imparare perchè per esempio il libro della villarini l’ho trovato assolutamente incoprensibile nella parte tecnica, dice delle cose senza spiegarle dando per scontato che chi legge le conosca, e non approfondisce, uno pensa ok mi fido ma in realtà non ha capito

  17. lauretta scrive:

    a quale libro ti riferisci stella?

  18. stelladisale scrive:

    quello della villarini, prevenire i tumori mangiando con gusto, ci sono delle parti che non ci ho capito un tubo e comunque non si dilunga, le butta solo lì, a me piacciono i libroni, comunque invece (per stare in italia) marco bianchi in due frasi ti spiega cose tecniche in modo semplicissimo, sarà che è abituato ad avere a che fare coi ragazzini…

  19. lauretta scrive:

    ahh….capito! anche io in certi passaggi l’ho trovato complicato e infatti mi sono andata a informare su certe cose su web. dovrò leggere anche marco bianchi, li leggerò tutti prima o poi!! :)

  20. letissia scrive:

    Mi aspettavo interessanti spunti culinari ma sono felice di aver trovato la segnalazione di libri. Copio e al più presto acquisto! Ciao Stella e grazie!

  21. stelladisale scrive:

    letissia, non te ne pentirai, grazie a te

  22. Arianna scrive:

    Ti avevo detto che ti sarebbe interessato molto :)

  23. stelladisale scrive:

    grazie arianna :-)

  24. Stefania scrive:

    Grazie! Mi dai sempre un sacco di spunti interessanti :o )
    bacioni

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Mangiare è un sacramento.
Per onorarlo al meglio bisogna rendere grazie alla vita che tagliamo per vivere.
Senza giungere al disgusto di se, dell’umanità, della vita stessa.
Gary Snyder

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