Perchè è meglio usare ingredienti di stagione

L’ispirazione di Salutiamoci è macrobiotica. Non è un mistero. Una macrobiotica mediterranea, l’unica possibile se si vive sul mediterraneo. Una macrobiotica semplificata. Molto.
La macrobiotica è una filosofia, soprattutto. E’ la mancanza totale di risposte assolute e statiche ma la ricerca di un equilibrio tra tutti gli elementi (non solo cibo) che secondo la macrobiotica hanno un loro valore yang o yin.
Un valore relativo. Perchè tutto è relativo a qualcos’altro, sempre.
“Dipende” è quasi sempre la risposta giusta.

Yin è espansione, yang contrazione. Yin è freddo, oscurità, passività, yang è caldo, luce, attività.
Niente è completamente yang o yin, ma un elemento può essere prevalentemente yin o yang.
Al centro di un frutto troviamo il seme, yang, e alla periferia la polpa, yin.
Quando si consuma un cibo yang si diventa più yang ma gli opposti si attirano e se prendiamo troppo sale, yang, poi ci verrà sete e berremo troppo, yin, col risultato di diventare più yin di prima.
Quello che si cerca è il migliore equilibrio tra yin e yang.

Non è tremendamente affascinante?! :-)
A Salutiamoci siamo state costrette a chiudere in una griglia delle regole perchè Salutiamoci è anche un gioco, in fondo, e quando si gioca ci devono essere regole chiare, uguali per tutti. Ma questo non vuole dire che quelle regole siano assolute, statiche e che possano valere anche al di fuori del gioco stesso, dipende.
Questo è il motivo per cui spesso mi infastidiscono domande che trovo inutili o poco attinenti. E’ perchè capisco che c’è qualcuno che non ha capito il senso di quello che stiamo facendo. Guarda il dito anzichè la luna, e neppure lo vede tanto bene sto dito e vuole spiegazioni da me ma io sto guardando da un’altra parte e neppure son sicura di vedere bene quello che guardo io figuriamoci quello che guardano gli altri.
Negli ultimi giorni, per una serie di coincidenze, si è parlato parecchio di stagionalità. Una blogger che da sempre ha questa “fissa”, e in questo la sento vicina, ne ha scritto e ha linkato un bellissimo servizio di report, molto approfondito, che parla appunto della stagionalità del cibo che mangiamo, delle implicazioni ambientali, di agricoltura biologica, di spreco di risorse, di qualità nutritive del cibo in questione, insomma di quella forzatura che l’industra alimentare ha creato, negli ultimi anni.
Se non lo conoscete lo trovate QUI, c’è anche tutto il testo se non avete voglia di guardarlo, ma è molto bello da vedere.

Quello che voglio spiegarvi qui è invece un’altro aspetto della questione ed è il motivo per cui a Salutiamoci vi abbiamo chiesto di utilizzare ingredienti di stagione: mangiare cibi locali e di stagione influisce sulla nostra salute.
Il cibo stagionale ci aiuta. La natura ci da le cose giuste al momento giusto e da sempre l’uomo ha mangiato cibi che crescevano dove viveva, adatti al clima in cui viveva, alla stagione.
Era normale, logico e naturale.
Poi è arrivata l’industria e ha cominciato a trattare il cibo come una merce qualunque, qualcosa da offrire sempre, e abbiamo perso la bussola. Spesso io stessa devo consultare le tabelle per sapere se una verdura è di stagione. E ovviamente dipende da dove si vive e qual’è il clima.
Ma ve lo spiego con parole non mie :-)

“Il clima modifica profondamente il funzionamento del nostro organismo, e ciò si riflette sulla nostra vitalità e sul nostro comportamento.”

“E’ chiaro che nella stagione calda, o in un clima più caldo, bisogna prima di tutto ridurre l’apporto complessivo di calorie provenienti dall’alimentazione, e che l’opposto vale per la stagione fredda. Infatti, gran parte delle calorie che consumiamo servono semplicemente ad assicurare il mantenimento del nostro calore corporeo. Di solito lo si fa spontaneamente semplicemente mangiando un po’ di meno in estate che in inverno.”

“Quando viviamo in un clima o in una stagione più freddi (yin) consumeremo una quantità un po’ maggiore di cibo animale, yang, e di grassi, che producono calore. Questi ultimi, però, presentando anche caratteristiche molto yin, saranno utilizzati in modo più yang, cioè in cottura con gli alimenti. Teniamo comunque presente che una volta si viveva molto più esposti ai rigori del clima perciò era ragionevole un consumo ben maggiore di cibo animale e grassi.
Vivendo in periodo o clima freddi, consumeremo anche verdura e frutta prevalentemente cotta, perchè quella cruda ha un effetto rinfrescante.
Durante la stagione fredda (yin) la natura produce verdure e frutta yang povere di potassio mentre durante la stagione calda l’opposto. Se non si può dire che una verdura invernale sia riscaldante (perchè si tratta comunque di un gruppo di alimenti yin) si può senz’altro dire che le verdure estive sono rinfrescanti e quindi non ci aiuta mangiarle in inverno.
La cottura rende generalmente i cibi più riscaldanti, anche se esistono cotture più yang e cotture più yin.”

Tra i cereali in inverno consumeremo più grano saraceno, avena e miglio, mentre in estate consumeremo più cereali rinfrescanti come l’orzo, la quinoa, l’amaranto. Altri cereali sono più equilibrati e adatti ad ogni stagione, magari mangiati caldi in inverno in minestra e freddi in estate in insalata.
Il pesce è più adatto per essere consumato nella stagione calda e in climi caldi.
Adattare l’alimentazione alla nuova stagione che sta arrivando ci aiuta ad evitare molti disturbi di stagione.
La stagione la dobbiamo “anticipare”; se è ottobre, anche se fa ancora caldo e magari abbiamo ancora i pomodori nell’orto, sarebbe meglio non mangiarli crudi e preferire altre verdure più autunnali che ci aiuteranno nel passaggio di clima, i pomodori li possiamo cuocere, seccare, conservare.

La natura ci da quello di cui abbiamo bisogno nel momento in cui ne abbiamo bisogno e nel luogo in cui viviamo.
Questo significa, anche, chilometro zero.
Questo non vuole dire che dobbiamo arrivare all’eccesso e mangiare solo ed esclusivamente sempre cibi coltivati fuori casa come facevano i nostri bisnonni. Siamo figli del nostro tempo, abituati fin da piccoli a mangiare al nord cibi prodotti al sud e viceversa. Affascinati da cibi esotici.
Ma è innegabile che chi ha un’alimentazione equilibrata ha una maggiore resistenza sia al caldo che al freddo e si ammala meno. Avete notato che negli ultimi anni la gente si lamenta in continuazione del caldo o del freddo? La sensazione è che ci sia meno capacità di adattamento al clima.
E’ perchè abbiamo perso il contatto con l’ambiente che ci circonda. Riscaldiamo troppo le case in inverno e le raffreddiamo troppo in estate, ci muoviamo poco soprattutto in inverno e tendiamo a mangiare i cibi sbagliati nel momento sbagliato.
Spesso basterebbe lasciarsi guidare dall’istinto che non ci farebbe mai venir voglia di mangiare insalata verde e pomodori crudi in un bar di milano nel grigio dicembre, con uno yogurt come dessert.
Quello di cui sentiremmo il bisogno è una bella minestra calda e densa, è così banale e logico in fondo!

Non esistono cibi “buoni” o “cattivi” in assoluto, ma solo approppriati o non approppriati ad una specifica situazione ed individuo. L’equilibrio tra i vari alimenti, l’attività svolta e la risposta dell’organismo a climi diversi influenzano tutti i parametri nutrizionali, dall’equilibrio acido-alcalino al bisogno di specifiche vitamine e così via.

Tutti i testi virgolettati sono presi da: Carlo Guglielmo – Il grande libro dell’ecodieta, e, indirettamente, pure quelli non virgolettati.

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17 Responses to Perchè è meglio usare ingredienti di stagione

  1. patriziamiceli scrive:

    bellissimo post…condivido con piacere!

  2. stelladisale scrive:

    grazie! sono contenta che il mio scopiazzamento sia utile :-)

  3. laura scrive:

    davvero bello stella! mi colpisce la tua dedizione alla causa dell’informazione-educazione alimentare macro-bio-tica….ormai sei diventata come piero angela: capace di divulgare semplificando, ma senza mai banalizzare!

  4. marcella scrive:

    Vabbè dai, non te lo dico più! ;-)
    Quanto è vero quello che hai scritto! Il fatto è che con questo sistema, la gente si ammala sempre di più, spende soldi in medicine che fanno malissimo e non ne viene a capo comunque! Ho orde di studenti che hanno perennemente il raffreddore, febbre, sinusiti e mal di pancia. Io invece non mi ammalo quasi mai. Sono anni che non ho un raffreddore e l’ultima influenza risale alla notte dei tempi. E’ verissimo ciò che scrivi: la natura ci dà quello che abbiamo bisogno in quel momento. Vi siete mai chiesti perchè le fragole spuntino proprio a maggio e non ADESSO sui banchi dei supermercati? (Viste con i miei occhi ieri all’esselunga. E la gente le comperava!!!)
    Un’altra cosa, che forse è sottintesa nel tuo scritto, è che noi non siamo fatti per lavorare come dei forsennati in inverno e riposarci d’estate. Dovrebbe essere il contrario, come si faceva quando la civiltà era più vicina al ciclo naturale delle stagioni.
    Ringrazio tanto i miei nonni, che mi hanno fatto mangiare cibo legato alla stagione, e non al commercio.

  5. stelladisale scrive:

    laura, grazie

    marcella, fukuoka dice che una volta i contadini giapponesi in inverno scrivevano gli haiku… dovrebbe essere il momento del riposo e della meditazione :-)

  6. Michelle scrive:

    D’accordo sull’usare gli ingredienti quando la natura nel suo ciclo ce li offre. Complimenti per la tua attività educativa!

  7. stelladisale scrive:

    grazie, michelle

  8. ornella scrive:

    Bravissima Stella!!! La tua maniera intelliggente di proporre l’iniziativa è assolutamente condivisibile!!! Sai che ti stimavo e la mia stima nei tuoi cofronti è stata riconfermata da questo post.. Complimenti!!!!!

  9. Sara scrive:

    Sai che mi fa incazzare?Vedere nel banchi del bio le zucchine….ora, non è possibile!
    Se non entra nella testa della gente il seguire Madre natura ed i suoi ritmi non cambierà mai nemmeno l’industria:siamo NOI che guidiamo il emrcato!
    Bel post, ora trovo 5 min e ti metto il mercatino bio che ho scoperto.
    Besos

  10. Antonio scrive:

    Ciao Stella,
    fondamentalmente condivido quello che scrivi e vorrei farti notare che… Passi pure il concetto di preferire cibi di stagione e farne una filosofia di vita (sono pienamente d´accordo), ma non dimenticare che molti contadini conservavano frutta e verdura per consumarli fuori stagione, e non solo per scongiurare crisi e scarsi raccolti ma anche per continuare a nutrirsi di prodotti della propria terra durante tutto l´anno e magari farne merce di scambio con parenti e vicini (ricordi personali). Adesso, senza entrare nei meriti della Gabanelli e del suo “Report” che trovo moooolto interessante ed utile non solo a tante massaie e neo mamme, volevo spostare la tua attenzione verso un diverso aspetto della Macrobiotica dove salute fisica, mentale e spirituale sono i suoi fondamentali, ma troppo decentrati da quella consapevolezza dell´essere che io conosco, e parlare di qualitá e volendo anche di come consumiamo certi cibi.Si, perché per me mangiare in un Bar, che sia un pomodoro o un brasato a Dicembre, mi é grigio uguale.Far fronte ad un desiderio goloso o ad una voglia strana (fuori stagione), per me, e mentalmente appagante e nel contempo gratificante per lo spirito. Quindi, si .. tutto “Dipende”. Dipende da come mi sento, da dove mi trovo (come hai ben detto, un napoletano come me in germania si fa spedire la mozzarella, la pasta i pomodorini Km1200 :-) da quello che voglio in quel momento e cosa faccio per migliorare la mia condizione di vita e di salute, ma certamente se uso un´oliva taggiasca e capperi di pantelleria per una puttanesca di tutto rispetto il 15 di Dicembre, non sto cercando di sconvolgendo nessun calendiario alimentare e minando la salute dei miei cari, ma sto ricercando, con un piatto fatto di prodotti di eccellenza, sapori e tradizioni che scaldano piu di mille minestre di stagione :-) per non parlare della cioccolata anche il 15 di Agosto. “Salutiamoci” cosi con questa riflessione!!! (e tanto di cappello per questo post che meriterebbe altre 100 pagine per la sua complessitá) “A volte è difficile fare la scelta giusta perché o sei roso dai morsi della coscienza o da quelli della fame” diceva Totò, altri tempi … Io dico che i buoni propositi si vedono sempre con una buona colazione, é la sera che ci rovina a noi “BioDiversi”….
    Cordiali saluti Antonio

  11. stelladisale scrive:

    saretta, a me fanno più incazzare altre cose :-)

    grazie antonio, cordiali saluti anche a te :-)

  12. Arianna scrive:

    Non posso che sottoscrivere e condividere.

    PS. Ho letto anche l’articolo su dove comprare biologico, per il quale ti ringrazio. Come te, sono di Bergamo e alcuni posti non li conoscevo (…pensare che abito a 15-20 minuti da Martinengo e non conoscevo la BioFarm! Dovrò farci un giro!). Volevo segnalarti anche questo posto (http://www.sassidellaluna.it/le-conserve/), in cui fanno marmellate buonissime fatte con alimenti consapevoli, sebbene non abbiano il certificato bio. Da poco hanno aperto anche l’agriturismo. Ti dirò invece che ho sentito qualche commento negativo sull’Aretè da parte della mia fruttivendola, ma non ho approfondito l’argomento…

  13. stelladisale scrive:

    arianna, grazie
    ma scusa dov’è che abiti, adesso mi viene il dubbio che siamo vicinissime :-)

  14. marcella scrive:

    Ecco, non conosco Fukuoka, ma condivido in pieno!
    Che bello potersene stare in casa al calduccio mentre fuori nevica!

  15. Arianna scrive:

    Abito a Verdellino :) A intuito, credo che tu abiti un po’ più a nord-est di Martinengo rispetto a me, dico bene?

  16. stelladisale scrive:

    si, io sono a montello :-)

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Mangiare è un sacramento.
Per onorarlo al meglio bisogna rendere grazie alla vita che tagliamo per vivere.
Senza giungere al disgusto di se, dell’umanità, della vita stessa.
Gary Snyder

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