Chiuso per tristezza

• 3 giugno 2013
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Chiuso per modo di dire perchè questo blog con le sue centinaia di post rimarrà sempre qui.
Serve a me, prima di tutto, e so che è un punto di riferimento anche per altri.
Non ho energia, non ho idee, non ho spazio nella testa e non ho voglia nè di cucinare nè di fotografare nè niente di niente.
Più che chiuso direi fermo, bloccato, esattamente come mi sento io.
Per un po’, non so per quanto.
Fosse anche per sempre non casca il mondo.
6 anni sono tanti e in 6 anni si è detto e scritto abbastanza.
Chi voleva capire ha capito, chi voleva fraintendere ha frainteso, chi voleva incazzarsi s’è incazzato.
Perchè ieri era il compleanno del blog.
Strano modo di festeggiarlo.
Vien da fare un bilancio e la sensazione è di grande tristezza e fallimento.
Non so neppure spiegarvi precisamente perchè.
Potrei dare la colpa al tempo.
Oppure ai tempi.
Potrei chiamarlo esaurimento, qualunque significato vogliate dare a questa parola.
Invece vi lascio un po’ di link.
Un riassunto di buon compleanno. Così non dovessi tornare rimane una specie di indice approssimativo.

Piantine di zucca nate nel compost

Piantine di zucca nate nel compost

2007

L’inizio, assolutamente ignorante di tutto, con tante ricette che adesso non farei più così ma con alcune cose essenziali che faccio ancora simili: lo strudel, il riso integrale, i ravioli, i biscotti morbidi al miele, gli gnocchi.
Gli haiku, i libri, cose abbandonate.
Ripensandoci mi sembra che ci fosse più correttezza e amicizia tra noi, ma forse ricordo male.
Ho imparato a fare lo yogurt in casa, e il burro che ti resta anche il latticello.
Le patatine come quelle dei sacchetti ma più buone. Le origami box con la carta forno. I germogli nel sacchetto di stoffa. La pasta madre. I primi tentativi di pane e di focaccia non un gran chè, visti adesso. La mia solita torta salata fatta con la pasta matta perchè già allora facevo “sempre le solite cose”. Tante cose nuove imparate e cose classiche a modo mio. Ho cucinato per la prima volta in vita mia il baccalà, con nientepopòdimeno che Moreno Cedroni che ha dato un giudizio bellissimo a quel tentativo di ricetta che ho fatto nel panico (lontani dai “vuoi-che-muoro” di oggi) e poi cene di blogger e persone conosciute.

2008

La vera polenta bergamasca, quella con la P maiuscola, l’unica ma senza litigare, così vera che non l’ho neppure fatta io. I meme, le ricette indiane, i frollini furbi di mandorle quando ancora usavo il burro, i post di attualità quando ancora le parole non sembravano al vento, la torta buonissima senza glutine e senza lievito, il salmone in infusione, esperimenti e tante cose imparate.
I panini all’olio, prima della fissa per quello senza impasto, di pane, e regali. Foto dei dintorni, bergamo bergamo poi ancora bergamo e i laghi, gite “che quando torno metto le foto sul blog” e non sarebbe stata la stessa cosa senza blog.
Nuovi ingredienti mai provati prima, nuovi accostamenti, il paneer, ancora il riso integrale, un pesto rosso buonissimo e nuove parole imparate.
Tante ricette con le castagne, che i boschi non s’erano ancora ammalati. E rapa rossa, e cose nuove, sempre. Liquori, pane dolce.
E altre cene di blogger, una gita a genova, persone.

2009

I primi tentativi di parlare di salute, cibo sano, biologico. La battaglia contro il plagio, capita da pochi. Il post con i link per comprare bio, il più visitato di tutti. Il burro chiarificato in forno. I primi giri per erbe spontanee. Cose macrobiotiche e cose no, ma buonissime.
I muffin senza-senza, la scoperta dell’aglio orsino, poi la piantaggine, l’ortica, lo sciroppo coi fiori di tarassaco, insomma la fissa per le erbe spontanee che senza blog non mi sarebbe mai venuta.
Il tofu più buono che c’è e il rabarbaro che mi ricorda la svizzera che non mi ricordo, arrivato pure lui nella biocesta.
I fiori di sambuco che non amando i dolci ci ho fatto il riso.
Il nocino più facile del mondo, che fa tutto il sole.
I post sulle pulizie ecologiche.
Esperimenti di confetture senza zucchero, di tofu fatto in casa, di licoli. La sardegna e poi ancora plagi e ancora castagne. E una delle tante focacce ad impasto molto idratato e poco impastato, quasi per niente. I panettoncini vegani, la mandorlata vegan.

2010

Il meme più divertente, quello dei libri. Il pane senza impasto a filone che diventerà il mio pane di tutti i sabato.
Gli asparagi che faccio quasi sempre così perchè son buonissimi, si fa in un attimo e sono pure macrobiotici.
Le cose che vorrei fare più spesso, perchè erano buonissime: tartellette mele e mandorle, seitan fatto in casa, i felafel, paratha.
Il trasferimento del blog, col nuovo dominio e la nuova veste grafica, che m’ha fatto perdere tutti i commenti precedenti.
Esperimenti con l’agar agar, confetture buonissime malto e agar agar e cuscini coi noccioli di ciliegia.
Ancora Bergamo, la bellezza di città alta, le mura con l’orto sociale. E l’azzurro di Montisola, quel giorno ho fatto il giro dell’isola a piedi.
A Novembre sono comparse le mie borse, che son piaciute a molte più persone di quante avrei creduto ma che adesso che ho imparato meglio a cucire non le vuole più nessuno.

2011

Nel frattempo ho eliminato lo zucchero e faccio dolci buonissimi senza: la gelatina di arance, il budino al cacao, la torta di pere e cacao. Continuano i post sulle pulizie ecologiche e nascono i portatorta, anche questo grazie al blog e alla blogger che me n’ha regalato uno. Se ve lo volete cucire c’è anche il tutorial.
E faccio indovinelli e dico che sono stanca, per cambiare. Mi piace rileggere i commenti: un salotto di persone gentili (anche perchè quei pochissimi commenti non gentili o non attinenti che sono arrivati in 6 anni non li ho pubblicati).
E poi in primavera mi son fatta una cultura sugli “asparagi selvatici” che adesso riconosco a colpo sicuro anche sfrecciando sulla statale ai bordi della strada.
E poi fiumi di parole. Al vento.
E la gelatina di ciliegie al cacao con lo zucchero che appena ci sono le ciliegie la rifaccio. E la confettura di prugne selvatiche con l’anice, un’altra cosa che era venuta di un buono imbarazzante.
Poi altri giri nell’arte e nella natura dei dintorni, in un’estate con poche ricette e tante foto. L’avete vista San Tomè quant’è bella?
Poi una marea di foto sull’isola d’Elba. La magia di Marciana, più montagna che mare.
L’anno è finito col solito augurio della leggerezza e un’ideona semplice, la grappa aromatizzata.

2012

Poi ho fatto il sapone con l’olio usato come lo facevano una volta, senza troppi calcoli, ed è venuto benissimo.
E poco più.
Ma a maggio comincia Salutiamoci e tutto accelera. Dopo un’incubazione di mesi e lungaggini infinite comincia la fatica di spingere, tirare, giustificare, mediare, spiegare, difendere Salutiamoci. Un percorso fatto di indifferenze, polemiche, incomprensioni, delusioni e qualche soddisfazione.
Un bell’anno il 2012, ricco di cose. Pochi sono i post non legati a salutiamoci.
La primavera è una primavera vera e vi mostro dove vado a prendere l’acqua, vicino all’aglio orsino.
Poi scopro il finto gelato con la banana, che impazza nei blog ed è un’ideona perchè in un colpo solo da cremosità e dolcezza permettendo di fare in un attimo un gelato leggerissimo e sano che non ha nessuno degli ingredienti “normali” del gelato.
Faccio una torta buonissima che la prima a stupirsi sono stata io, di zucchine datteri e cacao, senza zucchero e vegan, non vedo l’ora che arrivino le zucchine (quest’anno è in ritardo tutto quanto), per rifarla.
L’ingrediente mensile di Salutiamoci è quasi sempre presente, forse troppo.
L’ennesima torta di pane buona e golosa, per l’ennesima iniziativa benefica diffusa tra blogger.
La giornata mondiale dell’alimentazione mi porta a sputar fuori uno di quei post chilometrici che è impossibile riassumere. Qui sta tutto il senso del blog, l’alimentazione al centro di tutto. Non si tratta mai solo di cucina quando si parla di cibo. Il fatto che io mi sia stancata di parlarne non vuol dire che io abbia cambiato idea.
L’anno finisce con la fissa per gli scarti d’arancia, tutto lo scarto che rimane dopo aver fatto la spremuta, la torta in due versioni, arance succo di mela e mandorle e arance malto e cioccolato è da fare e rifare.

2013

L’anno comincia, manco a dirlo, col sorbetto di scarti d’arancia, ispirato al famoso gelato con la banana.
Poi esco da Salutiamoci. Mi accorgo solo dopo qualche giorno, dal sollievo che provo, che avevo intrapreso una strada troppo difficile.
C’è la trasformazione del blog, il nuovo template responsive, la nuova pagina facebook, il nuovo accont twitter.
Colpi di coda di una stanchezza profonda.
Un tentativo di collaborazione andato a vuoto, l’attesa della primavera che arriva a sprazzi fulminei e poi si nasconde.
L’orto sul terrazzo, qualche ricetta carina, la torta soffice con l’acqua, gli gnocchi di ricotta. Cose di poco fa che neppure è il caso di linkare.
Un periodo nero come non capitava da anni.
E siamo qui, fermi, io e il blog.

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63 Responses to Chiuso per tristezza

  1. Anna scrive:

    Ciao, ti seguo da anni, a tratti quotidianamente, in altri periodi a singhiozzo e sei stata illuminante e istruttiva perchè dietro ogni tua ricetta esiste una ricerca dello stare bene, un’attenzione volta al gusto e all’essenza degli alimenti.
    Anche grazie a te ho scoperto moltissimi alimenti e seguito un percorso per trovare il modo migliore per stare bene col corpo e con lo spirito.

    Non credo ci sia uno svuotamento o una mancanza di idee nuove, stai evolvendo come tutti.

    Semmai potesse interessarti sono approdata qui (http://valdovaccaro.blogspot.it/) e secondo me vale la pena di prendere in esame ciò che propone.

    A presto, spero.
    Anna

  2. Claudia scrive:

    Ciao, ti ho trovata dopo la chiusura per tristezza….è molto bello il tuo blog, deve essere stata una tristezza grande. Spero tu stia meglio e che sia coinvolta in altre avventure.
    Un abbraccio

  3. alice scrive:

    ciao!!!
    ho per caso trovato il tuo blog 10 minuti fa, dopo che ero alla ricerca di una torta di zucca(ingrediente che ritengo tra i miei preferiti, ma che quando acquisto la voglia di mangiarla al forno con del rosmarino, fa si che non faccio in tempo a preservarlo per un eventuale dolce hehe). Bhe questa volta ce l’ho fatta, e dico grazie anche a te perchè è da questo blog che ho preso spunto per la mia torta.
    Proseguendo a leggere le tue ricette, non ce n’è una che non attiri la mia attenzione! Non so se leggerai mai questo commento, considerando che ho letto precedentemente la scelta di questo tuo “abbandono” al blog, e non è nemmeno così importante il mio commento, ma mi sento di dirti che, anche io che sono appassionata di cucina, e di fotografia, ormai da tempo, trovo grazie a questa passione, la possibilità di sfogarmi anche quando qualsiasi cosa di negativo prevale…e a parte questo, ti rifaccio i miei complimentoni:) tornerò presto per provare altre tue ricette, la prossima, focaccia con le castagne !!!!

    un abbraccio
    alice

  4. Francesca scrive:

    Rifletto su ciò che ho appena letto. Sono arrivata qui ora… e non voglio andarmene, mi nascondo un pò nell’indice e vado a curiosare…
    Io ho un blog da quasi un anno, un novellino, una piantina ancora tenera… la sto curando con costanza e affetto, la passione cresce, per la cucina, le persone che ho conosciuto, lo scambio di parole, il flusso incessante di pensieri, la curiosità di scoprire sempre nuovi odori e sapori, la gioia di fare foto “a modo mio”… ma forse arriverà un momento in cui sarà tutto già visto e fatto, forse meccanico… sei anni sono tanti, è triste da un lato vedere un blog fermo, che ha esaurito la sua energia, ma dall’altro è come aprire un cassetto prezioso in cui nulla è perduto… è tutto lì, c’è un pò di polvere, ma si può sempre togliere, un domani… chissà…
    Io credo nei chissà.

  5. Rinaldo scrive:

    è la prima volta che visito il blog è mi è piaciuto molto. Spero vivamente che tu possa sbloccarti da questo momento di pausa e che le idee ritornino nuovamente.

  6. Giuseppe Nerone scrive:

    Ciao, ho scoperto il tuo blog per caso e trovo le tue ricette davvero creative e fantasiose, leggo ora che il blog é chiuso, però hai fatto una cosa bellissima lasciandolo disponibile a chiunque di noi desideri trarne beneficio.
    Io sono uno chef e sinceramente ci sono alcuni trucchetti e segreti che mai avrei potuto nemmeno immaginare di conoscere.
    Ti faccio i miei complimenti e spero tu continui a coltivare le tue passioni.

    a presto

    Beppe

  7. Elena scrive:

    Ognuno di noi reagisce alla vita in tanti modi, spero che tu ne abbia trovato uno nuovo, ma, se puoi, torna… Con felicità…

  8. lucia scrive:

    ti ho trovata facendo una ricerca sul bucato, i modi di lavare in maniera dolce senza ausilio di troppe sostanze chimiche, la guida che hai stilato è fatta benissimo tanto che l’ho stampata ed è per me un vero e proprio manuale da tenere e consultare continuamente finchè non avrò imparato.
    poi mi sono addentrata nel resto del blog affezionandomi e trovando tante cose interessanti, tanto che mi rattrista infine leggere l’amarezza nelle parole di saluto degli ultimi post. sappi che i contenuti di questo blogg sono validi e ti sono grata per averli lasciati a disposizione di chi come me cerca….grazie!
    ti auguro di ritrovare l’entusiasmo per la scoperta che non finisce mai.
    lucia

  9. Chiara scrive:

    Ciao, ho trovato oggi il tuo blog, cercando un budino al latte di mandorle. Le tue ricette sembrano davvero deliziose, e penso che aggiungerò il blog ai miei preferiti. Mi dispiace che tu lo abbia chiuso, ti auguro il meglio. Grazie per averci lasciato questo tuo bel lavoro da cui attingere.

  10. lau scrive:

    1 luglio 2015
    HO trovato oggi il tuo blog,ti ho anche lasciato un commento veloce,avevo trovato quello che cercavo……poi mi è venuta un’altra idea e sono entrata subito qui…….così ho scoperto che è tutto fermo da anni…comunque è tutto molto interessante,continuerò a visionarlo nella speranza di trovare qualche cosa di nuovo sinonimo di un nuovo inizio.Tanti auguri ovunque la tua mente vulcanica ti abbia portato

  11. Barbara scrive:

    Grazie di aver lasciato “aperto”, nonostante la dicitura sia CHIUSO.
    Scoperto oggi. Son passati anni e anni sembra.
    Leggo passione, dolcezza.
    Stai bene.

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Mangiare è un sacramento.
Per onorarlo al meglio bisogna rendere grazie alla vita che tagliamo per vivere.
Senza giungere al disgusto di se, dell’umanità, della vita stessa.
Gary Snyder

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