Le acque di Monasterolo

A volte non ci pensiamo ma l’acqua è spesso l’ingrediente principale di quello che cuciniamo, e la nostra bevanda fondamentale. Sarebbe importante sceglierla bene, oltre a pensare all’ambiente evitando le acque in bottiglia (soprattutto se di plastica) dovremmo controllare di bere un’acqua che ci faccia bene, perchè esistono tanti tipi di acqua.
Sarebbe nostro diritto avere un’acqua buona dal rubinetto, e molti di noi ce l’hanno. Ma spesso è calcarea o puzza di cloro. Alcuni anni fa ho messo il depuratore a osmosi inversa in cucina e da allora qualunque cosa cucino uso acqua depurata, però il sapore non è buonissimo, buono si, molto meglio dell’acqua dell rubinetto non depurata, ma io sono un po’ pignola e non è certo acqua di fonte, fa lunghi giri in tubature che non si sa in che condizioni siano. Diciamo che è un buon compromesso.

La verità è che dopo aver assaggiato l’acqua delle sorgenti di Monasterolo (Lago di Endine), a due passi dal boschetto pieno di aglio orsino, qualunque altra acqua ti sembra mediocre.
E’ andata a finire che mi son comprata 6 bottiglie di vetro col cestino e prendo l’acqua da bere tutte le settimane.

Le sorgenti, vicinissime l’una all’altra, sono 3. C’è un cartello che ne descrive le caratteristiche.
La prima, quella col rubinetto in un cubo di cemento, si chiama Adamantina, è poco mineralizzata e contiene idrogeno solforato che le da un leggerissimo odore di uova marce che io sinceramente non ho avvertito. L’idrogeno solforato in realtà sembra sia un veleno, per cui immagino le quantità siano minime, io comunque non la berrei troppo, per precauzione.
La seconda, quella con la “vasca” fatta dal tronco di un albero, Gemma, è la mia preferita, ha un sapore buonissimo dolce ed è minerale solfato-bicarbonato-calcico-magnesiaca. Un’acqua simile viene utilizzata in molte terme, per esempio San Pellegrino. L’acqua bicarbonata è indicata per acidità di stomaco e patologie renali, tampona l’acido lattico per cui è adatta agli sportivi. L’acqua calcica aiuta a prevenire ostoporosi e ipertensione. L’acqua magnesica è leggermente purgativa ma previene anche l’aterosclerosi perchè favorisce la dilatazione delle arterie. L’acqua solfata è leggermente lassativa e favorisce l’escrezione del calcio, per cui non è indicata in periodo di crescita e post menopausale. Tutto sommato comunque mi sembra un’acqua equilibrata.
La terza, quella col tubo arancione, Smeraldina, è mediamente minerale, bicarbonata alcalino-terrosa e ricca di ferro. Adatta quindi a chi soffre di anemia da ferro ma non è da trascurare neppure il fatto che sia alcalina, visto che tendiamo ad assumere troppi alimenti acidi.













E ricordiamoci di SALUTIAMOCI.

Cous cous in brodo di baccelli di fave

Una precisazione riguardo al contest SALUTIAMOCI, si, sempre lui (tranquilli quando finisce il mio mese mi taccio).
Nel post principale io ho detto che abbiamo consultato l’istituto dei tumori di Milano in particolare Cascina Rosa.
Perchè è esattamente la verità.
Qualcuno ha scritto (in buonissima fede) che il contest è “in collaborazione” con Cascina Rosa.
No. Non è così.
Abbiamo mandato una mail, una lettera per posta, nessuno ci ha risposto, poi la Lo è andata lì a fare il corso di cucina e ha parlato del nostro progetto sia allo chef Giovanni Allegro che al dott. Franco Berrino ed entrambi hanno detto che era una bella iniziativa e ci hanno dato dei consigli, tutto qui. Il prof. Berrino ci ha mandato una mail, ci ha fatto i complimenti per i blog, ci ha chiesto di fargli avere i riferimenti per poterli passare alle signore del suo progetto Diana, ci ha chiesto di divulgare la ricetta dei baci di Diana cui tiene molto (e lo farò quando me ne verrà una versione commestibile) e ci ha ribadito che lui è contrario allo zucchero, tutto, anche quello di canna grezzo integrale e noi l’abbiamo spostato dalla colonna centrale in quella di sinistra.
Chiuse le comunicazioni.
Non c’è nessuna collaborazione in atto.
Già è un traguardo affascinante accordarci tra noi.
Non sponsorizziamo nessuno e non siamo sponsorizzate da nessuno.
E neppure raccogliamo fondi per qualche associazione o fondazione.
Tenetene conto, per favore, quando scrivete i vostri bellissimi post :-)

 
 

La mia seconda ricetta per SALUTIAMOCI è dovuta al fatto che ho usato anche i baccelli, delle fave. Sono buoni e teneri se le trovate fresche. Io ho fatto un brodo denso e poi ci ho cotto il cous cous. Le dosi sono un po’ generiche.

baccelli delle fave tagliati a pezzetti
scalogno
alloro e semi di finocchio
un pizzico di sale integrale

farina di ceci

cous cous integrale precotto
olio e.v.o.

erbe aromatiche e fiori

tutti gli ingredienti che ho usato sono biologici

Ho messo in una pentola con l’acqua i baccelli a pezzi, lo scalogno a pezzettini, alloro, semi di finocchio e poco sale. Ho cotto per una ventina di minuti, poi ho passato al passaverdure, ho rimesso in pentola il brodo e portato a bollore.
Ho sciolto un cucchiaio di farina di ceci in un mestolo di brodo di baccelli caldo, l’ho buttato nel brodo mescolando bene per non fare grumi e ho fatto addensare qualche minuto.
Ho tenuto da parte. Un po’ l’ho bevuto così, con un po’ di miso.
Il giorno dopo ho misurato 500 ml di brodo e l’ho portato a bollore.
Nella pentola di ghisa ho tostato 200 gr di couscous (le dosi sono indicative, dipende dal tipo di couscous) con 2 cucchiai di olio e.v.o., ho aggiunto il brodo bollente, spento il fuoco e lasciato intiepidire, sgranato con una forchetta e servito con fiori di erba cipollina e di timo, finocchietto selvatico, prezzemolo e un giro d’olio e.v.o.

Questo post partecipa al contest SALUTIAMOCI che è ospitato questo primo mese da me, QUI.

Mezzelune con pesto di fave e piselli

 
 

La mia prima ricetta per SALUTIAMOCI è questa. Un pesto. Ultimamente non faccio altro che pesti. Con l’ortica, con l’aglio orsino, con i germogli di luppolo, con le foglie di sedano, più che pestare frullo nel robottino un minuto e via. Con parmigiano, senza parmigiano, con pinoli, anacardi, mandorle, semini, la cosa bella è che a differenza del basilico queste erbe non ossidano e si possono scaldare e cuocere.
Di solito ci condisco la pasta, semplicemente. Lo faccio con poco olio, poi lo sciolgo in padella con l’acqua di cottura della pasta piena di amido per renderlo cremoso e aggiungo la pasta. Un sano fast food.
Questa volta l’ho messo in queste mini torte salate che non sono certo una novità ma si sa io faccio sempre le stesse cose. Più che un pesto è un vero e proprio ripieno che si potrebbe anche mettere nei ravioli. I legumi sono crudi per cui io consiglio di usarlo per qualcosa che deve cuocere dopo oppure se lo volete usare a crudo (magari per condire un’insalata) secondo me è meglio scottare un paio di minuti le fave e i piselli prima di tritarli. Si, lo so che le fave si mangiano crude col pecorino ma a me la cosa di mangiare i legumi crudi non so perchè non sembra normale.
Le dosi sono approssimative.

una manciata di piselli freschi sgranati
una manciata di fave fresche sgranate e sbucciate
una manciata di semi di girasole
una manciata di anacardi
una presa di sale
2 foglie di aglio orsino e qualche foglia di erba cipollina
olio e.v.o. q.b.

Ho tritato tutto con il robottino e messo da parte (si può anche congelare).
La pasta è la solita pasta che faccio sempre:

100 gr di farina 0
100 gr di farina 2
un pizzico di sale
2 cucchiai di olio e.v.o.
1 cucchiaio di aceto di mele
acqua q.b.

tutti gli ingredienti che ho usato sono biologici

Impastato con le mani e messo il panetto in frigo nel cassetto della verdura per una notte, in un sacchetto di plastica.
Il giorno dopo ho fatto delle palline, le ho stese, ci ho messo il pesto, ho chiuso a mezzaluna chiudendo bene i bordi con la forchetta, ho pennellato con dell’olio e cotto a 180 gradi fino a doratura.

Questo post partecipa al contest SALUTIAMOCI che è ospitato questo primo mese da me, QUI.